Brunetta: "La Cgil il mio grande nemico"

Il ministro: "E' un grande sindacato, ma i sindacati quando sono conservatori non servono al Paese". Poi dice: "Molti lavoratori del privato temono la cassa
integrazione, i lavoratori del pubblico non hanno questa paura: se c'é questo privilegio, sono loro che devono tirare fuori l'Italia
dalla crisi"

Roccaraso (L'Aquila) - "Buonissimi rapporti" con il Pd, meno con la Cgil che è stato un "grande nemico". E' il giudizio di Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione. "Ho avuto buonissimi rapporti con l'opposizione politica - ha detto Brunetta dal palco di 'Neveazzurra' -, con il Pd, come dimostra il fatto che sulla mia legge al Senato c'é stato quasi un voto unanime". "Non è stata la stessa cosa sul fronte sindacale - ha proseguito -: io ho avuto un grande nemico che è stata la Cgil, che su tutte le mie iniziative non ha mai detto di si. La cosa mi dispiace molto perché la Cgil è un grande sindacato, ma i sindacati - ha concluso - quando sono conservatori non servono al Paese".

"I lavoratori pubblici aiutino l'Italia" "In questi tempi molti lavoratori del privato temono la cassa integrazione, mentre i lavoratori del pubblico non hanno questa paura. Se c'é questo privilegio, sono loro che devono tirare fuori l'Italia dalla crisi"., ha detto Brunetta. "Pensate il traino che può avere l'efficienza della Pa sul resto dell'economia", ha aggiunto Brunetta. "Abbiamo tutte le condizioni per farlo: contratto, capitale umano, posto sicuro" e per questo i dipendenti pubblici "devono avere l'orgoglio di dire: 'dalla crisi siamo noi a tirarvi fuori'. Se ciascuno dei 3 milioni 600 mila dipendenti aumenta la sua produttività c'é più efficienza e qualità per imprese e famiglie. Pensate solo ai tempi lunghissimi della giustizia". A giudizio di Brunetta, "finora l'inefficienza della pubblica amministrazione ha fatto da freno a mano, ed è la ragione per cui noi cresciamo meno dell'Europa. In questo momento di crisi, abbiamo questo vantaggio di poter agire sull'efficienza". "Voglio tirare fuori - ha concluso - un 20, 30, 40% di produttività in più. La carota è che se l'Italia cresce di più ci sono più risorse per tutti, la carota è la dignità".