Brunetta: "Dimezzerò le consulenze"

Il ministro: "Sto elaborando una morma per tagliare drasticamente al centro e in periferia. I parlamentari siano i primi a fare sacrifici. Il mior referente non è il sindacato ma sono i cittadini"

Roma - "Sto elaborando una norma per tagliare drasticamente al centro come in periferia le inutili consulenze" che in Italia "portano ad una spesa di circa 4 miliardi di euro l’anno". Ad affermarlo, nel corso della trasmissione Radio anch’io, è il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta sottolineando che le consulenze "per metà servono, per l’altra metà non servono". Il ministro taglierà "la metà del budget" per le consulenze delle amministrazioni e poi "saranno le stesse amministrazioni a scegliere quale consulenza è giusta. Adesso c’è un sperpero, bisogna limitare e tagliare" le consulenze inutili", sottolinea Brunetta.

I parlamentari facciano sacrifici "Se io chiedo sacrifici, se chiedo riforme e rivoluzioni, i primi a doverli fare devono essere i parlamentari", ha aggiunto il ministro rispondendo ad un ascoltatore. Attualmente, aggiunge, "mi sto interessando alla pubblica amministrazione per i cittadini. Da parlamentare sosterrò le linee di efficienza e anche di riforma costituzionale per far lavorare meglio e rendere più efficiente i nostri parlamentari".

Pubblica amministrazione: basta sprechi "I salari del pubblico impiego negli ultimi 15 anni sono andati al doppio dell’inflazione effettiva. L’inflazione programmata è solo un punto di riferimento cui però la contrattazione aggiunge elementi di produttività e competitività. Non c’è nessun taglio del personale. Per quanto riguarda la scuola stiamo solo tagliando gli sprechi". Soffermandosi sull’esito dell’incontro di ieri per il rinnovo dei contratti pubblici, brunetta ha «informato i sindacati di aver dato direttive all’aran, l’agenzia che avvierà il calendario degli incontri per il rinnovo del contratto nella pa». Nell’incontro con Cgil, Cisl e Uil si è parlato del decreto in discussione al parlamento, della finanziaria e della riforma del modello contrattuale, ha aggiunto.

Il mio referente i cittadini Nel pubblico impiego "dedicherò il 95% del mio tempo a migliorare la qualità dei servizi per i cittadini e dedicherò il 5% del mio tempo ai rapporti con il sindacato". "Il mio referente - ha sottolineato Brunetta - non è il sindacato; il mio referente sono i cittadini. Io voglio dialogare con i cittadini non con i sindacati. Io sono ministro della Funzione pubblica pro tempore e rispondo ai cittadini. Ai sindacati rispondo per la parte funzionale alla loro rappresentanza degli iscritti".