Brunetta: diritto di sciopero sì, di ricatto no

Il ministro della Pubblica amministrazione intervene
di nuovo sulla questione degli scioperi, dopo che venerdì il governo ha
approvato il disegno di legge delega sulle astensioni dal lavoro
"virtuali" nel settore nevralgico dei trasporti

"Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione, e Dio ce lo mantenga, ma non il diritto di arbitrio e di ricattare". Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, intervene di nuovo sulla questione degli scioperi, dopo che venerdì il governo ha approvato il disegno di legge delega sulle astensioni dal lavoro "virtuali" nel settore nevralgico dei trasporti.

"Prendere in ostaggio i cittadini sulla base di un diritto costituzionalmente determinato suona fasullo, nel senso che gli ostaggi siamo noi e il diritto di sciopero qui non c'entra", ha detto Brunetta nel corso della trasmissione 'Brunetta della domenica' su Rtl 102.5. Il ministro ha definito la norma approvata venerdì "molto seria e molto garantista", ricordando che se si vuole fare uno sciopero bisogna avere almeno il 50%: "Mi sembra una garanzia per evitare che proclamino uno sciopero tre dipendenti, magari in un ruolo delicato nel controllo di volo - ha aggiunto - Questo non è un diritto, è un arbitrio, una violenza. Le democrazie - ha concluso - ci sono per evitare le violenze dei pochi nei confronti dei tanti".