Brunetta fa ricorso contro «l’Espresso»

E dire che l’Espresso era il suo settimanale preferito. Renato Brunetta lo confidava, ogni tanto, a collaboratori e amici. Le inchieste del settimanale gli piacevano e, ancora di più, gli piacevano gli articoli di Eugenio Scalfari. Il destino ha voluto che tra il responsabile della Pubblica amministrazione e il settimanale si scatenasse una guerra. All’inizio paginate sulle proprietà immobiliari del ministro. Poi i tentativi di smontare le riforme anti fannulloni, con inchieste ad hoc. L’ultima puntata è andata in scena ieri: l’Espresso ha dedicato un servizio agli «ospedali senza medici» e ha dato conto di una presunta rissa epistolare tra l’assessore regionale alla Sanità del Veneto, il leghista Sandro Sandri, e lo stesso ministro. Peccato - ha replicato il portavoce di Brunetta - che i due siano in realtà in perfetto accordo, che i piani di assunzione dei medici siano stati regolati dall’ultimo governo Prodi e che la materia sia di competenza solo regionale. Questa volta Brunetta si è arrabbiato sul serio e ha annunciato un ricorso all’ordine dei giornalisti.