Brunetta: la gente è con me, contro solo gli snob

Il ministro della Funzione pubblica: "La battaglia per l’efficienza ha
conquistato destra e sinistra Da gennaio al via una linea diretta per
risolvere ogni problema dei cittadini con l’amministrazione". "Sui risultati sono pronto a sfidare a duello Scalfari"

Roma Ministro, si sta per chiudere un anno positivo per lei. Prima «Le Monde» e ora persino l’edizione asiatica del «Daily news» ha scoperto Renato Brunetta e la propone come «italiano dell’anno»...
«Sono gli italiani che hanno capito, che non si poteva più andare avanti con una pubblica amministrazione inefficiente. Lo ha capito la gente normale, di destra e di sinistra».

Come accade a chi getta sassi in uno stagno, lei ha anche suscitato forti antipatie...
«Certo, quelle dei radical chic di sinistra, della Cgil e in parte anche degli altri sindacati. Di tutti quelli che non hanno colto il dato rivoluzionario della cosa e cioè che nessun Paese può permettersi di avere servizi pubblici inefficienti. Ne va della qualità della vita se non della sopravvivenza stessa delle persone. Io ho avuto l’intuito e forse la capacità di avere colto questa situazione e di essermi rivolto direttamente agli italiani. Per questo sono stato insultato, ridicolizzato e violentato. Ma intanto sto vincendo io».

Fuori i nomi dei radical chic ...
«Eugenio Scalfari, Furio Colombo, l’Espresso. Ricorrono ai luoghi comuni, dicono che io punto sull’effetto annuncio, che faccio di tutta l’erba un fascio. Ma sui risultati sono pronto a sfidarli a duello statistico, economico o giornalistico. Scelgano loro l’arma. Adesso sono arrivati a convincere anche... Va beh, lasciamo perdere».
Sta parlando della sua polemica con la Chiesa ambrosiana?
«Il cardinale Tettamanzi. Si era espresso contro la campagna anti fannulloni. Io gli ho mandato tutti i dati sull’eccellenza della pubblica amministrazione, sulle cose fatte e mi sono offerto di illustrarglieli».

Lo vedrà?

«Non ho ricevuto nessuna risposta. Intanto io continuo a mandargli tutto. Anche perché io e lui siamo dalla stessa parte: quella della povera gente».

Anche se lei ha detto che il fondo da un milione per i lavoratori a rischio non è abbastanza. E che sono soldi dello Stato...

«Quella era una risposta all’omelia di don Mazzi alla radio, poco prima del mio intervento. Se la prendeva con la politica e io mi sono permesso di dire che lui può criticare il governo, i ministri, ma non la politica in generale che resta una cosa straordinaria».

Diceva che sfiderebbe Scalfari a un duello. Ci dica con che armi...

«Innanzitutto voglio dire che mi dispiace essere attaccato da persone come lui o da testate come l’Espresso, che sono stati il punto di riferimento della mia giovinezza. Poi per il duello mi basterebbe citare la lista delle cose fatte in questi mesi, che è nel sito del ministero».

Partiamo dall’inizio: l’operazione trasparenza. Bilancio positivo?
«Ho messo on line prima i redditi, il mio, quello dei miei collaboratori. E poi mezzo milione di consulenze: un terremoto, che porterà a un miliardo di euro di risparmi. E poi la riduzione delle assenze per malattia. Tra i 60 e i 100mila impiegati in più. Un esercito. Ora puntiamo sulla produttività e a premiare il merito».

Con gli enti pubblici non economici ha chiuso anche il capitolo dei contratti?

«Prodi non l’aveva rinnovato, noi lo abbiamo fatto in pochi mesi e non accadeva dal ’93. Poi ci sono i costi della burocrazia, a cominciare dai libri paga, che saranno ridotti del 25 per cento».

Parliamo del 2009. Cosa ci aspetta da gennaio? Ha parlato del più grande ufficio di relazioni con il pubblico d’Europa...
«Centinaia di persone nel front e nel back office del ministero, al servizio degli italiani».

Un nuovo carrozzone?
«No, se ne occupa il Formez con le sue forze».

Sarà un call center?
«Un vero e proprio “Urp”. I cittadini potranno contattarlo via telefono, email, fax, lettera. Ci serviremo anche della televisione interattiva. Ci sarà un rapporto uno a uno, il cittadino verrà seguito passo a passo fino a quando il suo problema non verrà risolto. Nessuno sarà lasciato solo e per questo si chiamerà Linea amica».

Che tipo di problemi risolverà?
«Tutti quelli con la pubblica amministrazione. Ad esempio il risultato di una Tac che non è stato consegnato».

Poi?
«Sta entrando a regime Reti amiche, con altri 100mila punti di contatto».

Che fine ha fatto la valutazione dei dipendenti pubblici con le faccine?
«A gennaio inizierà la sperimentazione. È pronto sia l’hardware, sia il software».

Materialmente cosa troveremo negli uffici?
«Una scatoletta, le fabbricano in Cina. I cittadini al termine di ogni transazione negli uffici pubblici potranno dare, con il massimo di discrezione, un giudizio sul servizio. Questo sarà anche l’anno della firma elettronica, comincerà l’eliminazione dei documenti cartacei. E altre misure, come gli Sms ai genitori per sapere se i figli sono andati a scuola».

Non teme un eccesso di aspettative? Manterrete gli impegni?

«Ci sarà un controllo passo-passo delle cose fatte. Ogni settimana manderò un rapporto a Berlusconi sullo stato di avanzamento di tutte queste cose».