Brunetta: ho la scorta perché le Brigate rosse mi vogliono uccidere

Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione. Brunetta è oggetto di una
inchiesta dell’<em>Espresso</em> e denuncia che &quot;si siano pubblicati indirizzi,
foto e mappe delle case dove risiedo&quot;<br />

Roma - "Sono sotto scorta perchè le Br vogliono farmi fuori". Lo ha affermato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, conversando con un suo interlocutore. E Brunetta, che è stato oggetto di una inchiesta dell’Espresso, denuncia che "si siano pubblicati indirizzi, foto e mappe delle case dove risiedo". Il ministro si difende dalle accuse «disdicevoli» contenute nell'inchiesta dell’Espresso e passa al contrattacco invitando il settimanale a fare un’inchiesta dello stesso tipo sulla storia dell’editore Carlo De Benedetti. "Evidentemente - ha detto Brunetta in una conferenza stampa -, sono sottoposto a qualche intimidazione. Pubblicare siti e mappe delle case di una persona che vive da 25 anni sotto scorta mi sembra disdicevole. Mi piacerebbe - ha sottolineato - che l’Espresso facesse altrettanto con il proprio editore e pubblicasse la storia finanziaria e imprenditoriale di De Benedetti, per altro un imprenditore che stimo, magari con le mappe delle sue abitazioni e anche i numeri di telefono".

"Avviare un’inchiesta sul sottoscritto - ha evidenziato il ministro - in cui si dice che ho comprato appartamenti accendendo mutui e pubblicare indirizzi e mappe delle mie abitazioni è un comportamento che non so come qualificare. Non mi pare che questo sia giornalismo". "Ho parlato con il direttore di Repubblica (che ha richiamato sul suo sito l’inchiesta dell’Espresso, ndr) - ha continuato Brunetta - e non ne sapeva nulla: si è detto sorpreso e non so cosa intenda fare". E nell’articolo "ci sono cose opinabili su cui deciderà la magistratura se ci sono gli estremi per la diffamazione, ma in questo momento non mi riguarda perché sto facendo altro. Per la trasparenza pubblicherò domani sul mio sito tutti gli elementi per consentire alle persone perbene di salutare se le cose scritte dall’Espresso siano vere oppure no. Ma come sempre - ha concluso - vado avanti dalla parte dei lavoratori e degli italiani".

"L'Espresso non sa più che pesci pigliare. A lapidazione avvenuta, tenta adesso di nascondere la mano che ha scagliato così tanti sassi contro la persona del ministro Brunetta". Così il portavoce del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, replica al settimanale, aggiungendo che l'amministrazione sta "predisponendo un completo (e quindi lunghissimo) elenco di tutti i macroscopici errori e di tutte le affermazioni malevole e diffamatorie contenuti nella sua 'inchiesta'". Domani - sottolinea - sarà possibile a tutti consultarlo sul sito www.renatobrunetta.it e costituirà la base per procedere a una seconda querela per diffamazione, dopo quella intentata nei giorni scorsi, nei confronti del settimanale". "Tenuto conto degli esiti di una precedente azione giudiziaria contro il Gruppo l'Espresso-Repubblica, confidiamo - conclude il portavoce - che il ministro Brunetta possa dotarsi, questa volta non a sue spese, di una nuova abitazione".