Brunetta mette in rete stipendi e assenze di tutti i suoi dirigenti

Il ministro della Funzione pubblica lancia l’Operazione trasparenza e dice: "È solo l’inizio,
ora daremo
premi ai migliori
e caccia
agli imboscati&quot;. Tutte le cifre sul sito www.innovazionepa.it. Niente ufficio, resto a casa: <a href="/a.pic1?ID=264030" target="_blank"><strong>pubblico batte privato 3 a 1</strong></a>

da Roma

Un lungo lavoro di cesello, con il garante della Privacy, ma anche all’interno del ministero. Poi la promessa è stata mantenuta. Non ci saranno più segreti sulle prime linee del ministero della Funzione pubblica. Il neoministro Renato Brunetta, che ha iniziato la sua missione promettendo il licenziamento dei fannulloni, ha messo sul sito del dicastero (www.innovazionepa.it) tutti i dati dei suoi dirigenti. Stipendi, giorni di assenza. Poi la consistenza delle diverse direzioni generali, cioè quanti dipendenti hanno. Il tutto salutato da una prima schermata che non lascia spazio a dubbi: «Operazione trasparenza».
Non che dai dati emergano scandali. Ma l’obiettivo dell’economista che il premier Silvio Berlusconi ha messo al vertice dell’amministrazione pubblica è dare il senso di un ribaltamento delle priorità. Lo Stato deve essere responsabile verso i cittadini al pari di un’impresa che risponde ai suoi proprietari. «Penso che la Pubblica amministrazione debba essere trasparente come una società quotata che risponde agli azionisti - ha spiegato durante una conferenza stampa convocata ieri mattina - in questo caso ai cittadini e per i risultati che vengono realizzati».
Sul sito, a disposizione dei cittadini «cani da guardia», non ci sono solo gli stipendi (lordi e netti) e i giorni di assenza (con e senza le ferie) del ministero. Chiunque su Internet può consultare i dati dei vertici delle strutture collegate al ministero: Aran, Formez, Cnipa. In tutto 1.100 dipendenti di cui 330 del ministero. Brunetta avrebbe messo in rete anche i suoi dati, ma la scelta dipende dalla presidenza del Consiglio. Comunque l’esponente del Pdl è sicuro che avverrà in dieci giorni. E anche che alla fine «gli altri ministeri faranno lo stesso».
In futuro nel sito del ministero ci sarà di più. In particolare, ha spiegato il ministro, «gli obiettivi assegnati ai dirigenti, le valutazioni, gli indicatori finanziari di spesa, gli indicatori di qualità. Proprio per questo abbiamo avviato un proficuo rapporto di collaborazione con l’Istat». Come dire, se il ministero chiede efficienza agli uffici pubblici, deve essere il primo a dare l’esempio. Per spiegarlo, Brunetta - che nei giorni scorsi aveva citato Mao a proposito dei fannulloni da cacciare («colpirne uno per educarne cento») ieri è ricorso ad un concetto marxista, ovviamente stravolgendolo: «La vera lotta di classe è mettere il lavoro buono e il capitale buono contro il lavoro cattivo».
Per il momento il ministro ha voluto dare un segnale di trasparenza, limitandosi ai dirigenti. Mossa che ha convinto anche i sindacati, a partire da quelli più duri. Tanto che il segretario generale della Funzione pubblica-Cgil Carlo Podda, ha giudicato «convincente» l’operazione. Ma le vere novità devono ancora arrivare. Le intenzioni sono bellicose: «Daremo la caccia agli imboscati», assicura Brunetta. La vera rivoluzione, insomma, deve ancora arrivare, attraverso un «piano industriale» che dovrebbe essere presentato la prossima settimana. Una vera riforma della pubblica amministrazione, ancora una volta ispirata a criteri di efficienza fino ad ora esclusi dal pubblico: «Migliori regole, strumenti più forti, incentivi, meccanismi di premialità e punizione». Cose fino ad oggi non realizzate perché «non c’è stata volontà politica». Incentivi all’efficienza che, ad esempio, potrebbero ricalcare il piano per detassare gli straordinari varato dal governo e che, per il momento, è limitato al settore privato. «Il gioco è appena iniziato».