Brunetta punisce le banche: «Sono egoiste»

RomaLe banche non hanno avuto sgravi nella Finanziaria perché sono «egoiste: pensano più a ristrutturare i loro conti che a finanziare l’economia». Nell’ultima (ma sarà l’ultima?) versione della legge finanziaria sono scomparse le agevolazioni fiscali a favore delle banche che hanno aderito alla moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese, e Renato Brunetta ne prende atto con soddisfazione. In un’intervista radiofonica, il ministro della Pubblica amministrazione sostiene che le moratorie «non sono state fatte granché, e le banche non hanno mostrato grande disponibilità all’applicazione di questo accordo. Un po’ - aggiunge Brunetta - perché era su base volontaria, un po’ perché l’atteggiamento del sistema bancario, in questa fase, è molto miope».
Allora, dice ancora Brunetta, perché concedere sgravi? «Sono d’accordo totalmente con Giulio Tremonti - aggiunge -: non possiamo dare sgravi rispetto a una funziona che non viene eseguita con la piena apertura che si era ipotizzata». A maggior ragione, visto che nella situazione attuale il ruolo delle banche è «cruciale» per l’economia.
Ma sarà davvero così? Gli sgravi sono definitivamente tramontati? Già sabato, dopo la presentazione del nuovo maxi-emendamento del relatore della Finanziaria, Massimo Corsaro, fonti parlamentari sussurravano che le agevolazioni fiscali per le banche sarebbero statei inserite in un decreto di fine anno, insieme con la proroga della rottamazione per il settore automobilistico. Del resto, gli sgravi erano piuttosto limitati: il costo per lo Stato era previsto in 17 milioni di euro nel 2010 e 34 milioni nel 2011. Una cinquantina di milioni in tutto. Secondo il ministro dell’Economia, gli sgravi (il 2% relativo alla quota di capitale impegnata per il finanziamento o il contratto di leasing; che aumenta al 3% se la rimodulazione delle scadenze si fa prima del 31 dicembre 2009) sarebbero serviti a mostrare un minimo di attenzione per le banche aderenti alla moratoria. Praticamente tutte, visto che il 95% degli sportelli bancari ha accettato di praticare il rinvio dei pagamenti, nonostante non vi siano obblighi ma solo un’adesione volontaria.
Secondo un’indagine della Confindustria su un campione di 2 mila piccole e medie imprese, l’accordo sulla sospensione dei pagamenti viene giudicato uno «strumento efficace» nell’81% dei casi. Fra quelle censite dal sondaggio, sono circa 700 (il 35%) le imprese che hanno già attivato la moratoria, mentre un ulteriore 13% è intenzionato a farlo nei prossimi mesi. L’operazione di maggior interesse è la sospensione dei mutui, richiesta nel quasi 60% dei casi, seguita dal leasing mobiliare (il 15%) e immobiliare (9,7%). In molti casi, tuttavia, la richiesta di moratoria è stata respinta, o perché mancavano le condizioni di ammissibilità (il 26%) o perché, a giudizio della banca, l’impresa interessata non presentava adeguate prospettive economiche.