La Bruni con la chitarra al banchetto della Regina

Secondo indiscrezioni la nuova first lady francese si esibirà per i reali durante la visita ufficiale a Londra fissata dal 26 al 28 marzo

Parigi - Gli inglesi aspettano con ansia il primo viaggio di Nicolas Sarkozy, 53 anni, e Carla Bruni, 40 anni, nella loro nuova veste ufficiale di marito e moglie, a seguito delle nozze celebrate all’Eliseo il 2 febbraio scorso. Un viaggio in calendario per fine marzo: dal 26 al 28 del mese prossimo. In vista di quella missione politica e diplomatica (oltre che un po’ mondana), nelle due capitali ci si interroga e si scommette un po’ su tutto: dal colore dell’abito che porterà la «première dame de France», in occasione del ricevimento ufficiale, fino all’eventualità - data ieri per certa da varie agenzie di stampa internazionali - secondo cui Carla Bruni sarebbe disponibile ad esibirsi in veste di cantante di fronte alla regina Elisabetta II, al principe Filippo, alla loro famiglia e alle autorità politiche londinesi.
L’agenzia Ansa afferma che - alla fine del banchetto ufficiale al castello di Windsor, voluto dalla regina in onore degli ospiti francesi - Carla Bruni prenderà il microfono per esibirsi in una canzone, forse tratta dal suo ultimo album. Una sorta di dolce serenata della Francia repubblicana alla più prestigiosa monarchia del pianeta Terra. A Parigi potrebbero riesplodere le polemiche: dopo aver reso omaggio al Papa con la sua missione romana di dicembre, quando portò con sé in aereo la madre di Carla Bruni, il presidente intenderebbe il mese prossimo iniettare qualche goccia di simpatia monarchica nel linguaggio ultrarepubblicano della Francia tradizionale. Staremo a vedere. Intanto il tabloid domenicale britannico News of the World arriva ad affermare che la first lady francese porterà con sé l’amatissima chitarra, con cui ha ottenuto sei anni fa lo straordinario successo dell’album «Quelqu’un m’a dit» («Qualcuno mi ha detto»). Pare che stavolta qualcuno abbia detto una cosa ben precisa a Carla Bruni e al suo potente consorte: che l’intera famiglia reale ha una gran voglia di festeggiare in un clima disteso l’arrivo degli ospiti francesi, voltando così definitivamente la pagina dei tristi ricordi lasciati da una «dama di cuori» che fece impazzire gli inglesi e che perse la vita a Parigi un certo giorno del 1997.

Il secondo album di Carla Bruni s’intitola «No Promises», è cantato in lingua inglese ed è uscito in Francia l’anno scorso. Il tabloid inglese cita l’opinione di un anonimo esperto di cose francesi, secondo cui «questa visita di Stato è stata organizzata per Carla. Le piace esibirsi. Si porterà la chitarra ed è decisa a mostrare alla regina che cosa sa fare». La canzone destinata a essere intonata dall’ex top model al castello di Windsor sarebbe assai significativamente intitolata «Ma Reine» («La mia regina»). Un brano che recita tra l’altro: «Tutta la mia vita ho aspettato qualcuno come te, il mio mondo è migliore quando tu sei con me, perché tu sei la mia regina». Il dialogo privato tra Carla Bruni e la regina Elisabetta dovrebbe essere favorito sia dalla reciproca curiosità di conoscersi sia dal fatto che la first lady francese parla un ottimo inglese (oltre a un ottimo spagnolo, a un perfetto francese e, ovviamente, a un perfetto italiano) e la regina si esprime in modo eccellente nella lingua di Voltaire (oltre che di Sarkozy).

La stampa francese ritiene che ci siano tutti gli ingredienti per fare del prossimo viaggio della coppia presidenziale in terra britannica l’occasione ideale per il rilancio delle relazioni tra i due Paesi: una sorta di riedizione di quell’evento storico che fu un secolo fa (per l’esattezza nel 1904) l’«Entente cordiale» tra le due sponde della Manica. C’è però un ostacolo sull’orizzonte della riedizione dell’«Entente cordiale»: la netta opposizione francese alla scelta di Tony Blair quale primo presidente dell’Unione europea, con in tasca un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una (e una sola) volta. Benché Sarkozy abbia un ottimo rapporto personale con Blair, che ha partecipato recentemente a Parigi a un meeting del partito di centrodestra schierato con l’Eliseo (l’Union pour un Mouvement populaire, Ump), proprio non gli va giù l’idea di affidare le redini dell’impalcatura politica comunitaria all’esponente di un Paese estraneo alla moneta unica e al Trattato di Schengen. Sarkozy ha parlato dell’argomento con la cancelliera tedesca Angela Merkel, che sembra avere la sua stessa opinione.