La Bruni critica Berlusconi: "Felice di non essere più italiana". Cossiga: "Ne sono lieto..."

Botta e risposta fra Carlà Sarkozy, first lady "di sinistra" e il presidente emerito della Repubblica: ""Anche noi italiani siamo ben lieti che non sia più italiana, anzi siamo
addirittura felici! Chissà che un giorno Carla Brunì non sia
costretta dalla sua burrascosa vita a richiedere la cittadinanza
italiana"

Roma - "Mi fa uno strano effetto ascoltare Silvio Berlusconi prendere alla leggera" l'elezione di Barack Obama alla Casa Bianca e "scherzare" sul fatto che il presidente eletto Usa è "sempre abbronzato": lo ha detto in un'intervista al Journal du Dimanche la 'first lady' francese Carla Bruni, precisando "a volte di essere felice" per il fatto di aver acquisito la nazionalità francese.

Nel sottolineare il proprio impegno a favore dell'uguaglianza e il suo sostegno in passato a Sos-Racime, nell'intervista l'ex top model rileva che ora, dato il suo nuovo ruolo di 'first lady', non firma più petizioni di questo tipo. "Se fossi solo la 'cantante' Carla Bruni, firmerei senza problemi il manifesto per l'uguaglianza in Francia, ma mi chiamo Bruni-Sarkozy" e pertanto ora "il mio nome mi appartiene meno", aggiunge Carla Bruni.

Cossiga: "Anche noi italiani..." "Anche noi italiani - commenta il senatore a vita Francesco Cossiga - siamo ben lieti che Carla Bruni non sia più italiana, anzi siamo addirittura felici! Ma chissà che un giorno Carla Brunì non sia costretta dalla sua burrascosa vita a richiedere la cittadinanza italiana". 

Brunetta: "Nella battuta del premier ho sentito simpatia" "Da uno che è stato colpito dal punto di vista delle affermazioni pubbliche con epiteti", il ministro Brunetta ha sentito "la simpatia" nel termine 'abbronzato' detto dal premier Berlusconi riferito al presidente eletto degli Usa, Obama. "Ci ho pensato e ho pensato anche agli insulti che erano stati rivolti a me da certi soloni della sinistra, da Eugenio Scalfari a Furio Colombo a Massimo D'Alema - ha spiegato Brunetta su Rtl -, nelle cui parole ho sentito la ferocia e l'offesa. Il problema è il tono. Se a me D'Alema avesse detto 'piccoletto impertinente' ci avrei sorriso ma 'energumeno tascabile', il tono è chiaramente offensivo. Nelle parole di Berlusconi io ho sentito la simpatia, o come ha detto lui 'la carineria', non l'antipatia - ha proseguito il ministro della Funzione pubblica e Innovazione -. Forse poteva non dirle, Berlusconi ha questo carattere che tra l'altro è fortemente popolare. Lo dico da uno che è stato colpito da un punto di vista delle affermazioni pubbliche con epiteti, e lo dico con tutta la tranquillità, da chi a 58 anni della propria statura se n'é fatta una ragione".