Bruno Bartoletti celebra Rota con allegria, benessere, affetto

Non si può lasciar senza traccia di notizia che a Genova è stata data Un cappello di paglia di Firenze, l'opera di Nino Rota giovane, perché ogni volta che riappare lascia una scia di allegria, di benessere, di affetto. Divertimento musicale nato nell'immediato dopoguerra, sulla storia del cappello inseguito da un ragazzo nel giorno del matrimonio, a sua volta inseguito dal corteo nuziale, capolavoro di Labiche e memorabile film muto di René Clair, potrebbe esser firmato da Rossini se fosse vissuto nel Novecento e avesse avuto voglia di piccole oasi di tenerezza in mezzo all'allegria. Diretto con sapienza un po’ crepuscolare da Bruno Bartoletti e interpretato così così da una compagnia dove rifulgevano Pietro Spagnoli e Francesca Franci, era costretto nella schematizzazione registica di Damiano Micheletto dove tutto è stilizzato e anestetizzato con intelligenza inutilmente applicata ad una partitura che ha altro profumo e altra prorompente vitalità.