«Bruno Contrada è anziano e malato, non può tornare in carcere»

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha rigettato la richiesta dell'accusa e ha concesso un'ulteriore proroga di nove mesi degli arresti domiciliari. Il legale dell'ex 007, Giuseppe Lipera: «Soddisfatti, ma ora chiederemo il differimento della pena»

Bruno Contrada non tornerà in carcere. Almeno per i prossimi nove mesi, fino a ottobre. Nonostante la richiesta del pg, che aveva sollecitato il suo ritorno in cella, a Santa Maria Capua Vetere, il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha deciso che l'ex 007 - che deve scontare una condanna definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa - resterà nella sua casa di Palermo, ai domiciliari, perché le sue condizioni di salute sono decisamente incompatibili con il regime di detenzione, e anzi - come è accaduto nei mesi scorsi - potrebbero ulteriormente aggravarsi dietro le sbarre. Una decisione, tutto sommato, scontata, considerato che tutte le perizie - sia quelle di parte sia quelle disposte dall'accusa - avevano concordemente stabilito che no, l'ex funzionario del Sisde non poteva essere rinchiuso di nuovo in cella: in considerazione dell'età - 78 anni a settembre - e soprattutto per la serie di patologie - infarto, ictus cerebrale, diabete - che lo affliggono e che necessitano di un costante controllo medico controllo che, in una struttura carceraria, non può essere garantito. Eppure l'accusa, ancora una volta, aveva chiesto che Contrada tornasse in cella, a finire di scontare la pena che gli è stata comminata, nel '96, dalla V sezione penale del Tribunale di Palermo, pena confermata definitivamente nel maggio del 2007 dalla Cassazione. Soddisfatti, ma pronti alla battaglia per ottenere un differimento della pena per un periodo più lungo, e non un semplice prolungamento degli arresti domiciliari, i legali dell'ex 007, gli avvocati Grazia Coco e Giuseppe Lipera: «Contrada - ha detto Lipera - ha esternato una freddezza encomiabile. Siamo soddisfatti e contenti per la proroga di nove mesi degli arresti domiciliari. Tuttavia presenteremo immediatamente ricorso alla corte di Cassazione per quella parte del provvedimento che, così come erroneamente già fece il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, nega il differimento pena ovvero la liberazione dell'ex dirigente generale della Polizia di Stato su una presunta pericolosità sociale. Esistono - sottolinea Lipera –infatti varie informative a firma degli ultimi due Questori di Palermo che escludono la pericolosità sociale di Bruno Contrada e ciò non sulla base di apodittici pareri, bensì sulla base di dati certi desumibili da attività infoinvestigative». L'odissea giudiziaria di Bruno Contrada comincia nel 1992, la vigilia di Natale, quando viene arrestato all'alba, nella sua casa di Palermo, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Condannato in primo grado, è stato assolto in appello. Poi la Cassazione ha annullato con rinvio, si è celebrato un secondo processo d'appello, conclusosi con la condanna, confermata dalla Suprema Corte nel maggio del 2007. L'ex 007 ha già scontato 31 mesi e sette giorni di carcerazione preventiva, più un anno e due mesi - dal maggio del 2007 al luglio scorso - sino alla concessione dei domiciliari per motivi di salute. L'avvocato Lipera ha sollecitato, sinora invano, la revisione del processo. Ma è attualmente pendente, a Caltanissetta, la decisione del gip su un esposto denuncia presentato dall'ex 007 nei confronti di pentiti, carabinieri e magistrati. La nuova udienza del Tribunale del Riesame per valutare o meno il ritorno in carcere di Contrada è fissata per il 20 ottobre 2009.