Brusca frenata del settore vita

Mentre la nuova produzione è in calo, le compagnie devono anche fare i conti con le minusvalenze accusate dai titoli governativi italiani. Ma gli indicatori tecnici sono tranquillizzanti

La raccolta è in calo; le compagnie, inoltre, devono fare i conti con le minusvalenze accusate dai titoli governativi italiani, che nei mesi scorsi sono stati penalizzati duramente sui mercati finanziari. In base ai dati dell’Isvap, comunque, gli indicatori tecnici del mercato vita sono abbastanza tranquillizzanti: le uscite per prestazioni e riscatti sono pari al 51% dei premi raccolti contro il 120% del 2008, cioè quando scoppiò la crisi innescata dal default di Lehman Brothers. L’Ania, presieduta da Fabio Cerchiai, per i rami vita prevede per fine anno una raccolta complessiva pari a 85,6 miliardi, il 5% in meno rispetto ai 90,1 del 2010, mentre la loro incidenza sul Pil dovrebbe ridursi dal 5,8% al 5,5%. I premi delle polizze rivalutabili di ramo primo dovrebbero essere pari a 65,1 miliardi, il 4% in meno rispetto all’anno scorso. Quelli relativi a unit e index linked, sono previsti in 15,2 miliardi, l’1% in meno rispetto al 2010; gli altri rami vita, infine, dovrebbero attestarsi a 52 miliardi, in calo del 24% nel confronto con l’anno scorso.

Frenata La frenata del settore vita è confermata del resto dall’andamento dei primi otto mesi dell’anno. In base ai dati divulgati dall’Ania, ad agosto la nuova produzione raccolta dalle imprese italiane ed extra Unione europea è stata pari a 3,266 miliardi, il 15,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2010. Nei primi otto mesi dell’anno in corso, invece, l’ammontare dei nuovi premi è stato pari a 38 miliardi, in calo del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Includendo anche l’attività delle compagnie dell’Unione europea che operano in libertà di stabilimento e in libera prestazione di servizi, ad agosto il volume complessivo dei nuovi premi è stato pari a 3,4 miliardi, mentre da inizio anno ha raggiunto i 43,1 miliardi, con cali rispettivamente del 16% e 27% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda l’andamento per canale distributivo, nei primi otto mesi del 2011 gli sportelli bancari e postali hanno raccolto 27,7 miliardi di nuovi affari, in calo del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un’incidenza sul totale pari al 64%. Un forte calo è stato accusato dai promotori finanziari, che hanno incassato nuovi premi per 4,799 miliardi, -42% rispetto al corrispondente periodo del 2010, e un’incidenza pari all’11% del totale. Gli agenti hanno raccolto 4,3 miliardi (-14% nel confronto con i primi otto mesi dell’anno scorso), pari al 10% della nuova produzione. Una contrazione è stata accusata anche dalle agenzie in economia, che nei primi otto mesi hanno raccolto nuovi premi per un miliardo (-5% rispetto all’anno precedente), e un’incidenza pari al 2% del totale. I prodotti rivalutabili continuano a essere quelli decisamente più richiesti: nei primi otto mesi la raccolta delle polizze di ramo primo è stata pari a 29,5 miliardi, in calo di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo del 2010, per un’incidenza pari al 78% del totale. Al secondo posto si collocano unit e index linked, la cui raccolta si è attestata a 7,2 miliardi (19% del totale), con una contrazione del 25% nel confronto con il corrispondente periodo dell’anno scorso. Seguono gli altri tipi di prodotto, come polizze di capitalizzazione, malattia a lungo termine e fondi pensione aperti; l’unico andamento in controtendenza è quello registrato dalle forme pensionistiche individuali, in cui nei primi otto mesi dell’anno i nuovi premi sono stati pari a 416 milioni, l’11% in più rispetto al 2010.

GENERALI A parte pochissime eccezioni, la frenata del settore vita si riflette nei consuntivi semestrali delle compagnie quotate. Generali, il colosso triestino presieduto da Gabriele Galateri di Genola, ha ottenuto nel primo semestre dell’anno un incremento del risultato operativo vita, che si è attestato a 1,7 miliardi (+6,1% rispetto al 30 giugno 2010), grazie in particolare alla gestione degli investimenti, all’incremento dei margini tecnici e al controllo delle spese. L’andamento dei risultati è stato migliore in quasi tutti i principali mercati europei, in particolare in Francia. I premi vita sono stati pari a 23,8 miliardi, il 9,5% in meno rispetto al primo semestre 2010, in seguito al calo dei premi unici che rientra nella strategia del gruppo, che punta sui prodotti a maggiore redditività e ritorno del capitale investito; una crescita pari al 4,5% è stata ottenuta invece dalle polizze a premio annuo, caratterizzate da una maggiore redditività. La nuova produzione espressa in termini di Ape (annual premium equivalent, il parametro che rappresenta la base premi utilizzata nel calcolo del valore della nuova produzione vita) si è attestata a 2,513 miliardi, il 9,4% in meno nel confronto con il primo semestre 2010, ma in recupero rispetto al primo trimestre. L’andamento è stato determinato dal calo delle polizze a premio unico, che hanno accusato un calo del 24% in termini omogenei, mentre quelle a premio annuo sono aumentate del 2,9% a livello complessivo e del 12,3% in Italia. Le riserve tecniche vita sono cresciute dell’1,7%, a 319 miliardi. Tenuto conto dello scenario finanziario e macroeconomico, nel settore vita Generali «prevede una buona qualità della raccolta netta, anche se su livelli inferiori a quelli del 2010: nella sottoscrizione il gruppo continuerà a privilegiare i prodotti a più basso assorbimento di capitale e più elevato ritorno in termini di margini».

FONDIARIA SAI Un allarme utili è stato lanciato da Fondiaria Sai, presieduta da Jonella Ligresti, e dalla controllata Milano (vedi articolo a pag. 10). Fondiaria Sai ha annunciato infatti che non sarà raggiunto «il risultato netto di gruppo, previsto nel budget 2011 in un ammontare superiore a 50 miliardi di euro; il margine di solvibilità, alla fine del terzo trimestre, è stimato in circa il 115%». Nei primi sei mesi dell’anno, intanto, i premi diretti vita di Fondiaria Sai hanno subito una brusca contrazione. La raccolta si è attestata infatti a 2,556 miliardi, il 31% in meno rispetto al 30 giugno 2010; il calo è dovuto prevalentemente al canale della bancassicurazione con il -39% fatto segnare dal gruppo Popolare vita, mentre il -5% della capogruppo è inferiore alla flessione accusata a livello complessivo dal mercato. La nuova produzione misurata in termini di Ape si è attestata a 239 milioni, il 29% in meno rispetto al corrispondente periodo del 2010. Un miglioramento è segnato invece dalla redditività del portafoglio: il margine calcolato sulla nuova produzione del primo semestre 2011 è stato infatti pari al 14,4%, in crescita rispetto al 12% fatto registrare sulla raccolta dell’intero 2010. Il settore vita fa emergere un utile prima delle imposte pari a 74 milioni, contro i 107 al 30 giugno 2010. A fronte del consistente calo della raccolta si registra un contributo della redditività ordinaria, anche se il risultato è stato in parte inficiato dal maggiore impatto (44 milioni, contro i 15 al 30 giugno 2010) di allineamenti su strumenti finanziari disponibili per la vendita; di questi, quasi 34 milioni sono relativi alla svalutazione di titoli di Stato greci, al lordo della quota a carico degli assicurati. Nei prossimi mesi, il gruppo punterà sul miglioramento qualitativo del portafoglio, che sarà orientato su prodotti, come le polizze rivalutabili, in grado di garantire le esigenze previdenziali della clientela e di generare margini per la compagnia. Gli obiettivi iniziali non saranno centrati neppure dalla controllata Milano. La compagnia guidata dall’amministratore delegato Emanuele Erbetta (che detiene la stessa carica nella capogruppo Fondiaria Sai), ha annunciato infatti il mancato raggiungimento del risultato netto di gruppo, previsto in circa 50 milioni nel budget 2011. Le rettifiche di valore rilevate al 30 settembre 2011 su strumenti finanziari disponibili per la vendita ammontano a circa 160 milioni (di cui circa 25 imputabili alle azioni della capogruppo Fondiaria Sai), rispetto a una previsione di circa 17 milioni. Nei primi sei mesi dell’anno Milano ha raccolto nei rami vita premi diretti per 194,5 milioni, il 27% in meno rispetto al 30 giugno 2010. Il settore fa emergere un utile prima delle imposte pari a 18,4 milioni, rispetto ai 29,8 del primo semestre 2010; la diminuzione è influenzata soprattutto dalle rettifiche di valore su titoli governativi greci, pari a 7,7 milioni, al netto della parte a carico degli assicurati. Nei prossimi mesi anche Milano punterà a migliorare il portafoglio aumentando l’incidenza delle polizze rivalutabili a premio annuo o ricorrente, maggiormente remunerative e in grado di fidelizzare la clientela.

UNIPOL Nelle settimane scorse Unipol ha perfezionato il trasferimento a Cardif assicurazioni (gruppo Bnp Paribas) del 51% detenuto in Bnl vita, a fronte di un corrispettivo di 325,2 milioni. Nei primi sei mesi del 2011, intanto, la compagnia presieduta da Pierluigi Stefanini ha raccolto premi diretti per 915 milioni, un livello sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se si considerano anche i 435 milioni incassati da Arca vita e Arca vita International (non consolidate nei primi sei mesi del 2010), la raccolta sale a 1,350 miliardi, il 46% in più rispetto al corrispondente periodo del 2010. Sempre nei primi sei mesi, Bnl vita ha realizzato una raccolta pari a 1,494 miliardi, con un incremento del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al 30 giugno 2011 i nuovi affari del gruppo espressi in termini di Ape erano pari a oltre 128 milioni (di cui 28 apportati dalle compagnie del gruppo Arca), contro i 97 del primo semestre dell’anno precedente, senza tener conto di Bnl vita.

MEDIOLANUM Una crescita dell’attività e dei profitti ha caratterizzato la semestrale del gruppo Mediolanum, guidato da Ennio Doris. L’utile netto è stato pari a 96,8 milioni, il 14% in più rispetto al primo semestre dell’anno scorso: il risultato è stato influenzato dalla svalutazione, che ha avuto un impatto pari a 14,8 milioni, dei titoli governativi greci presenti nel portafoglio di Banca Mediolanum e, in minima parte, di Mediolanum. Pur in presenza di un forte calo delle commissioni di performance, al risultato hanno contribuito in maniera sostanziale quelle di gestione e il margine d’interesse. Le masse amministrate hanno registrato un nuovo massimo storico, attestandosi a 46,7 miliardi, in crescita del 9% rispetto al 30 giugno 2010 e del 2% dall’inizio dell’anno. Sul mercato italiano l’utile netto è stato pari a 97,2 milioni, +12% rispetto allo stesso periodo del 2010, mentre le masse amministrate si sono attestate a 44,7 miliardi. La raccolta netta di Banca Mediolanum è stata positiva per 928 milioni; i promotori finanziari, invece, hanno raggiunto le 4.700 unità.

CATTOLICA Standard & Poor’s ha confermato il rating del gruppo Cattolica ad A- e il giudizio sulle prospettive a stabile della compagnia veronese presieduta da Paolo Bedoni, che nel primo semestre dell’anno ha accusato una forte frenata della raccolta vita. I premi diretti si sono attestati a 1,248 miliardi, il 40% in meno rispetto ai 2,069 al 30 giugno 2010; la flessione è dovuta principalmente al calo accusato dal canale bancario, che nel 2010 aveva beneficiato di una congiuntura particolarmente favorevole e difficilmente ripetibile. Un incremento del 44% è stato messo a segno da unit e index linked, che hanno registrato una raccolta di 149 milioni rispetto ai 103 al 30 giugno 2010.

VITTORIA ASSICURAZIONI Nei primi sei mesi del 2011 una forte contrazione del comparto vita è stata accusata anche da Vittoria assicurazioni, la compagnia milanese che fa capo alla famiglia Acutis. I premi diretti si sono attestati infatti a 58,8 milioni, il 30% in meno rispetto all’analogo periodo del 2010: il totale è costituito per il 32% dai premi periodici e per il 68% da quelli unici. Per la fine dell’anno, il portafoglio complessivo di Vittoria dovrebbe attestarsi a 138 milioni, contro i 165 degli obiettivi dichiarati nei mesi scorsi e i 143 milioni che sono stati incassati l’anno scorso.