Brutta pagella: 2 studenti fuggono, poi ci ripensano

Un ecuadoriano e una peruviana, «spariti» ormai da due giorni, sono tornati ieri sera: «In un primo tempo volevamo andare in Spagna. E invece siamo stati a
Bergamo, abbiamo dormito una notte a casa di una nostra amica, poi,
ieri pomeriggio, mentre eravamo in Città alta... abbiamo avuto un forte
rimorso nei vostri confronti. E così abbiamo deciso di tornare a casa»

Ieri sera, poco prima delle 23, si sono ripresentati a casa dai loro genitori, con le faccine imbronciate di chi sa di averla fatta grossa, di aver creato un sacco di problemi, ma è certo di potersela cavare. «In un primo tempo volevamo andare in Spagna. E invece siamo stati a Bergamo, abbiamo dormito una notte a casa di una nostra amica, poi, ieri pomeriggio, mentre eravamo in Città alta... abbiamo avuto un forte rimorso nei vostri confronti. E così abbiamo deciso di tornare a casa».
È più o meno con queste parole che si sono giustificati, con i loro preoccupatissimi parenti, due ragazzini sudamericani 14enni - un ecuadoriano e una peruviana - che lunedì sera si erano allontanati dalle rispettive abitazioni, delusi dai risultati scolastici del primo quadrimestre. I ragazzi hanno fatto ritorno a casa proprio mentre le loro madri si trovavano alla stazione Centrale per spiegare alla polizia ferroviaria quanto era accaduto e consegnare nelle loro mani le foto dei figli perché potessero riconoscerli qualora li avessero incontrati.
I due, compagni di scuola presso la media di via Anemoni, nella zona sud ovest, sono scomparsi un paio di giorni fa dalle loro abitazioni di piazza Tirana e via Giambellino. I genitori hanno atteso ventiquattr’ore, quindi hanno lanciato l’allarme.
«Mamma quando leggerai queste righe io sarò già andata via. Mi rifarò una vita e tornerò con il diploma. Ti voglio tanto bene» aveva lasciato scritto su un quaderno la 15enne che, dopo aver preso due magliette e un paio di jeans, li ha infilati nello zainetto insieme con 300 euro sottratti ai genitori. Infine ha preso per mano l’amichetto, con altri 200 euro di «dotazione», e via verso la libertà.
Il rimorso (o, forse il denaro finito?), però, alla fine ha avuto la meglio. E ieri sera nelle due famiglie è tornata la serenità.