Bruxelles: «Per Alitalia no agli aiuti di Stato»

L’altolà della Commissione, si rincorrono le voci sul partner internazionale. Il titolo perde il 2,3%

Enrico Bonzio

da Milano

«La soluzione dei problemi dell’Alitalia non passa dagli aiuti di Stato». L’ammonimento della Commissione europea è giunto forte e chiaro all’indomani dell’allarme lanciato dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, sul rischio di fallimento dell’azienda. A precisarlo è stato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot. Un divieto, quello europeo, di ricorrere a iniezioni di interventi statali, che d’altra parte risulta in linea con la strategia di Prodi che ha escluso ristrutturazioni o ricapitalizzazioni pensando piuttosto ad alleanze internazionali. «Abbiamo già dato due volte il via libera alla ricapitalizzazione della compagnia - ha aggiunto il portavoce europeo - e non abbiamo motivi per credere che il piano di ristrutturazione non sia stato attuato nel modo giusto». Insomma, per l’Unione europea la soluzione non può essere quella di un aiuto da parte dello Stato, contrariamente a quanto detto martedì dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, secondo il quale era possibile un intervento di sostegno, se rivolto all’intero settore del trasporto aereo.
Sulle notizie degli ultimi due giorni il titolo della compagnia ha subito ieri un tracollo, perdendo il 2,3% a 0,8 euro, ai minimi dell’anno e con scambi vivaci per 24,4 milioni di pezzi pari all’1,76% del capitale. C’è attesa quindi per l’incontro, non ancora fissato, tra il presidente del Consiglio e il presidente e amministratore delegato della compagnia, Giancarlo Cimoli.
Si rincorrono intanto le ipotesi sul partner forte che il governo cerca, come primo obiettivo, per poi modellare su un’alleanza internazionale un piano di ristrutturazione per la compagnia. Il quotidiano tedesco Die Welt indica che «Lufthansa ha sicuramente un interesse» e potrebbe farsi avanti se il governo dovesse presentare «rapidamente delle proposte attraenti ai possibili partner». Come è noto, poi, ad Alitalia sono interessate anche Air France-Klm. Ma come più volte ripetuto, il gruppo vuole che la compagnia venga prima risanata. Sulla grave crisi del vettore è intervenuto pure il Financial Times che ha titolato in un editoriale «I sindacati bloccano il decollo della ristrutturazione di Alitalia». Nell’articolo si legge che «British Airways è stata definita come un fondo pensione con una compagnia aerea sussidiaria. Allo stesso modo Alitalia potrebbe essere descritta come una attività secondaria dei sindacati, che viene gestita durante gli scampoli di tempo».
Immediata la reazione delle organizzazioni dei lavoratori: il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha giudicato le critiche «ingenerose».