Bruxelles: attenti alla bolla immobiliare

Per l’Ue famiglie troppo indebitate. Necessaria una progressiva eliminazione delle agevolazioni fiscali

da Milano

La bolla immobiliare che si è formata negli ultimi anni nell’euro zona non rappresenta ancora un allarme rosso anche se per acquistare casa le famiglie si sono indebitate. E in futuro, il fenomeno potrebbe essere ricondotto entro limiti fisiologici attraverso la progressiva riduzione delle facilitazioni fiscali attualmente in vigore per l’acquisto degli immobili.
A lanciare il mini-allarme è stata ieri la Commissione europea, che nel rapporto trimestrale ha ricordato come «prezzi delle case in rapida crescita possono rendere l’economia vulnerabile a una successiva correzione dei prezzi con conseguenti effetti negativi sul livello di benessere». Secondo Bruxelles, «non c’è motivo di preoccupazione» anche se la situazione in alcuni Paesi richiede «un monitoraggio attento», ma indipendentemente dal fatto che all’aumento segua o no una brusca correzione, «alti livelli di indebitamento lasciano le famiglie vulnerabili a choc avversi rispetto al reddito disponibile e ai tassi di interesse». E «anche se la probabilità che questi rischi si materializzino è bassa, se si presentassero, potrebbero ostacolare la crescita».
La ricetta per sgonfiare la bolla immobiliare, secondo il direttore generale Affari economici Klaus Reglin, può essere individuata nel ritiro progressivo di «tutti gli incentivi all’acquisto di case come facilitazioni fiscali e sussidi per i mutui». Bruxelles ricorda inoltre che in questa fase caratterizzata da un rincaro del costo del denaro chi concede i mutui «deve essere incoraggiato a esercitare maggiore cautela nel finanziare i clienti e di prendere le misure necessarie nella gestione del rischio». Dal dicembre scorso la Bce ha alzato due volte i tassi, portandoli al 2,50%. Gli analisti prevedono che entro la fine dell’anno saranno al 3 per cento.