«Bruxelles bocci l’iniziativa»

da Milano

«Il settore immobiliare è preso di mira e la manovra fiscale del governo va radicalmente ripensata». Non usa mezzi termini l’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili che lancia l’allarme sulle recenti disposizioni in materia edilizia e chiede all’Unione europea di esprimere parere contrario.
«Le norme sono punitive - affermano gli imprenditori - verso un settore che svolge un ruolo essenziale per lo sviluppo del Paese». Reazioni contrarie anche dal fronte politico: «Visco vuole distruggere il mercato immobiliare - commenta il deputato di Forza Italia, Guido Crosetto - e costringerà al fallimento migliaia di aziende. Ha trasformato l’Iva in costo puro per le aziende che hanno un leasing in corso e per le società che gestiscono immobili in affitto». I costruttori puntano il dito contro l’innalzamento dall’1 al 11% dell’imposta di registro sui trasferimenti di aree e immobili da ristrutturare. «Ci sarà un forte aumento dei costi di produzione e dei prezzi degli immobili - sostiene l’Ance - e ciò riguarderà proprio gli interventi destinati a riqualificare e migliorare la funzionalità urbana». Dello stesso parere è anche il responsabile dell’ufficio studi di Tecnocasa, Guido Lodigiani: «Potrebbero salire i costi delle abitazioni nuove, C’è il rischio che le società immobiliari possano trasferire sull’acquirente finale i maggiori costi determinati dai provvedimenti».
Secondo il network di franchising immobiliare potrebbero lievitare anche gli affitti di uffici, capannoni e negozi. La seconda norma ritenuta inaccettabile è quella che prevede che la responsabilità dei versamenti dell’Iva dovuta dai subappaltatori ricada sulle imprese che hanno la responsabilità delle opere. «Un effetto devastante sulle migliaia di imprese subappaltatrici - rincara la dose l’Ance - che dovranno continuare a pagare l’Iva su materiali e forniture, ma non potranno recuperarla nelle fatture che emettono nei confronti dell’appaltatore principale». Queste imprese, resteranno così creditrici dello Stato senza alcuna certezza per i tempi di recupero e ciò causerà il soffocamento finanziario. Sotto tiro anche la norma che prevede da parte dell’azienda la responsabilità in solido per la regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei suoi subappaltatori relativamente a dipendenti e collaboratori. E se l’appaltatore non rispetta l’obbligo il committente del lavoro ha la facoltà di non pagare. «Vuol dire - per l’Ance - andare incontro a contenziosi e al blocco dei pagamenti». Inoltre non esistono strumenti tempestivi per dimostrare la correttezza fiscale. Infine, locazione e gestione di immobili passano dal regime Iva all’imposta di registro. Secondo l’Ance saliranno i canoni di affitto abitativi e i prezzi degli immobili.