Bruxelles: per l’Italia una crescita all’1,3%

Prodi: «Restiamo in coda all’Europa». Sacconi: «Molto dipenderà dal risultato del voto»

da Roma

La Commissione di Bruxelles conferma le previsioni di crescita 2006 dell’area euro (+ 1,9%) ma lima al ribasso quelle dell’Italia, dall’1,5% a un più modesto 1,3%. In miglioramento, invece, la finanza pubblica: «La finanziaria 2006 - si legge nel documento della Commissione - include misure addizionali che potrebbero ridurre il deficit di quest’anno al di sotto delle previsione fatta lo scorso autunno».
Per la prima volta, l’esecutivo Ue pubblica delle previsioni «provvisorie», che precedono di circa due mesi quelle ufficiali di primavera. Le cifre non si discostano sostanzialmente dalle stime rese note lo scorso autunno: infatti la crescita ipotizzata per l’area euro nel 2006 resta all’1,9% ; mentre per l’Europa a venticinque si intravede una lieve accelerazione al 2,2%, contro il 2,1% ipotizzato nelle previsioni autunnali. Le stime indicano una ulteriore accelerazione in Gran Bretagna (da 2,3 a 2,4%), Francia (da 1,8 a 1,9%) e Germania (da 1,2 a 1,5%). Rallentano invece la Spagna, che tuttavia resta una delle economie più dinamiche con una crescita del 3,1%, e l’Italia.
Per il nostro Paese, i tecnici del commissario Joaquin Almunia intravedono una crescita 2005 dello 0,1% (le cifre ufficiali dell’Istat arriveranno in marzo) e per quest’anno limano le previsioni all’1,3% dall’1,5% precedente. Stabili le stime sull’andamento dei prezzi, con l’inflazione media europea al 2,1%. «La domanda interna resterà la principale spinta per la crescita italiana - spiegano i tecnici di Bruxelles - ma anche le esportazioni sono previste in accelerazione».
Sul fronte della finanza pubblica, l’Intermediary economic forecast europeo conferma il buon giudizio dato nei giorni scorsi da Almunia sulla manovra 2006: «La versione finale della Finanziaria, adottata alla fine di dicembre, includeva misure addizionali che potrebbero portare il rapporto deficit-pil al di sotto di quanto stimato in novembre». Oggi la Commissione darà il via libera ufficiale al percorso di rientro ipotizzato dal governo italiano: il deficit di quest’anno dovrebbe raggiungere il 3,5% del pil (ma la cifra era stata stimata con una crescita dell’1,5%), mentre a fine 2007 dovrebbe ulteriormente ridursi al 2,7%. Sulla base di queste cifre, la Commissione congelerà la procedura per deficit eccessivo adottata nel luglio 2005 nei confronti del nostro Paese. Almunia è soddisfatto dei miglioramenti di bilancio nell’area euro: «Il nuovo patto di stabilità sta funzionando bene, è diminuito il ricorso a misure una tantum».
Il centrosinistra, con Romano Prodi e Pierluigi Bersani, sottolinea la conferma del distacco fra la crescita italiana e quelle media europea: «Restiamo in coda», osserva Prodi. Replica il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi: «Sarà il risultato elettorale a determinare la crescita economica italiana: sarà questo a fare la differenza».