Bruxelles, operai Fiat bloccano quartier generale

Gli operai della Fiat di Bruxelles
sono oggi scesi in sciopero contro i 24 licenziamenti annunciati
dall’azienda. Ieri l’ultima tappa di una
infruttuosa trattativa con i dirigenti del gruppo: <strong><a href="/a.pic1?ID=342811">manager sequestrati e, poi, rilasciati</a></strong>

Bruxelles - Gli operai della Fiat di Bruxelles sono oggi scesi in sciopero contro i 24 licenziamenti annunciati dall’azienda e al momento stazionano al di fuori della concessionaria dove ieri si era svolta l’ultima tappa di una infruttuosa trattativa con tre dirigenti del gruppo. E i vertici del Lingotto avvertono: "Nessun rapporto con i sindacati che avvallano i sequestri".

Concessionaria bloccata I lavoratori in sciopero sono alcune decine, e sono controllati da una ventina di poliziotti. Dentro la concessionaria il clima è tranquillo, e alcuni impiegati continuano il loro lavoro. La decisione dello sciopero, spiegano i lavoratori, è maturata dopo che l’ennesimo incontro con l’azienda non ha portato a nessun passo in avanti nella trattativa. Fiat ha comunicato il 12 dicembre scorso il licenziamento di 24 lavoratori del reparto riparazioni e magazzino, il sindacato ha risposto proponendo una riduzione del personale non concentrata in un solo settore, ma cercando lavoratori prepensionabili, così com’era già stato fatto lo scorso anno quando furono allontanate, anche quella volta, 24 persone con incentivi di varia natura. Ieri in questa grande concessionaria, la principale del Belgio, si erano avuti momenti di tensione quando la trattativa si era rotta e tre dirigenti della Fiat che erano rimasti all’interno degli uffici, per qualche ora avevano fatto supporre che si potesse trattare di un sequestro, sulla scia di quelli fatti in Francia. Di fatto però dopo circa cinque ore dalla rottura del tavolo i dirigenti si erano allontanati tranquillamente dalla sede, senza essere in alcun modo ostacolati dai dipendenti. Ieri non fu necessario l’intervento della polizia che ritenne la situazione tranquilla.

La chiusura dei vertici La Fiat "esclude per il futuro la possibilità di tenere rapporti con organizzazioni sindacali che avallino simili forme di protesta". È quanto si legge in una nota della Fiat in relazione ai fatti che si sono svolti ieri a Bruxelles. Il Lingotto sottolinea che "sono state violate le norme del vivere civile, impedendo lo svolgimento delle trattative sindacali. L’azienda non accetterà più questi comportamenti e si riserva di promuovere le eventuali azioni legali a tutela dei propri rappresentanti. Il rispetto delle regole del confronto al tavolo della trattativa - conclude la società - resta un importante elemento di garanzia dei corretti rapporti tra azienda, sindacato e dipendenti a cui Fiat non intende rinunciare".