Bruxelles: sì all’una tantum se copre spese una tantum

La Commissione europea non è contraria, in linea di principio, all'inserimento di misure «una tantum» nella Finanziaria del 2006. Ma ha ricordato al governo due «paletti» ben precisi.
I ricavi di tali provvedimenti, in primo luogo, non dovranno essere calcolati ai fini della riduzione del deficit strutturale, pari allo 0,8% del pil nel 2006, chiesta da Bruxelles lo scorso luglio; in secondo luogo, i proventi dovranno essere impiegati per finanziare spese che, a loro volta, siano anch'esse «una tantum».
La «linea del Piave»sui conti pubblici italiani tracciata dalla Commissione Ue, e accolta dal Consiglio Ecofin del 12 luglio, ha chiesto all'Italia di ridurre il proprio deficit strutturale, ossia al netto dell'andamento del ciclo economico e di misure «una tantum» e temporanee, di almeno l'1,6% entro il 2007, con almeno la metà della correzione (cioè lo 0,8%) da effettuarsi nel 2006.