Bruzzone: «Rixi? Ora conto su di lui»

È finita 81 a 64 con 5 schede bianche, che significa che è appena cominciata. Qui Lega Nord. Il giorno dopo il congresso regionale, che in linguaggio padano si dice nazionale perché, si sa, ogni Regione è Nazione, è tempo di riflessioni. Perché Francesco Bruzzone è stato rieletto al suo terzo mandato di segretario, come da copione. Solo che nel partito, fra parole grosse e qualche insulto, è serpeggiato il malcontento, come dimostrano i voti raccolti da quell’Edoardo Rixi il capogruppo in Comune che s’è presentato contro il segretario uscente rompendo il patto che lo aveva portato a essere eletto, solo un mese fa, segretario provinciale.
Bruzzone, è tempo di riflessioni e anche di punizioni?
«Se si riferisce a Rixi, ho già dimenticato».
Non ci sarà vendetta dopo il tradimento?
«Io sono abituato a rispettare i patti, altri fanno scelte diverse. Ma adesso andiamo avanti. Ripeto: ho già dimenticato. Anzi, alla fine sono contento che Rixi si sia candidato, la sua sfida mi ha arricchito».
Bruzzone il leghista duro e puro adesso tenta la via del politichese?
«Sono sincero. Rixi si è fatto portavoce di un malcontento nel partito che forse altrimenti non sarebbe emerso».
Su 150 delegati, 64 voti non sono pochi, dovrete tenerne conto.
«Voglio segnalare che fra i miei sostenitori si contavano 13 assenti fra impegni e malattie, e che a Rixi ne mancavano solo due. Ma sì, è vero, questo è un segnale di cui devo tenere conto. Del resto sono segretario da dieci anni, è normale che ci siano critiche».
Le più pesanti?
«Di pesante, e di questo sono molto dispiaciuto, ci sono stati i toni da ultras di alcuni di coloro che sono intervenuti, che hanno espresso concetti seri, ma con astio e livore. Ecco, questo mi ha dato fastidio».
Come si recupera un partito spaccato?
«Guardi, qui non c’è nessun partito spaccato, questa è la Lega Nord, che ha un solo progetto: è quello avviato tanti anni fa da Umberto Bossi, che ha già prodotto grandi cambiamenti nel Paese».
A livello nazionale c’è chi l’era Bossi vorrebbe superarla...
«Non mi risulta. Bossi è il nostro leader indiscusso».
Sarà, però intanto qui ci sono i seguaci di Rixi che chiedono un rinnovamento.
«E lo avranno. Tanto per cominciare, devo fare autocritica»
Ecco, dica.
«Io sono sempre andato alle riunioni sul territorio quando sono stato invitato, ma non ci sono mai andato senza invito, perché pensavo che la mia presenza sarebbe stata vissuta come un tentativo di controllo dall’alto»
E invece l’hanno interpretato come disinteresse.
«Al congresso ho capito che forse devo dare un segnale di maggiore presenza, sì. Adesso è mia intenzione partecipare a tutti i direttivi provinciali a partire da marzo, e anche alle riunioni di sezione là dove mi vengano segnalati problemi specifici».
Che vitaccia.
«Le dico solo che in dieci anni da segretario, già qualche tempo fa ho festeggiato il milione di chilometri. Ma è giusto così, voglio che i leghisti sappiano che io sono uno di loro, e se ci sono critiche le voglio sentire subito».
A maggio si vota, intanto
«La novità rispetto alle scorse amministrative è il numero enorme di persone che ci chiedono di esser candidate».
Ecco, e Rixi lo ricandiderete in Comune?
«È il miglior rappresentante del nuovo operato della Lega, contiamo su di lui e sulla sua candidatura, certo».
Ci sarà anche l’Italia di Mezzo di Follini, che ha raccolto le adesioni di Fabio Broglia dell’Udc e di Luigi Patrone di Gente della Liguria.
«È un modo per indebolire la CdL e aiutare Marta Vincenzi. Broglia fa più danno al centrodestra così che se avesse aderito al centrosinistra».