Bryan Adams, il rocker senza età

Bryan Adams torna a Roma con il suo bagaglio di ballate rock e la sua voce graffiante. A otto mesi dall’esibizione in via dei Fori Imperiali in apertura del Telecomcerto, il cantante canadese martedì sera farà tappa al Palalottomatica con il suo ultimo tour, «Live across the nation 2007» (inizio ore 21).
Venticinque anni di onorata attività condensati in due ore di musica, in cui proporrà tutti quei successi che gli hanno assicurato fama mondiale. Veri e propri inni dal ritmo incalzante come Summer of ’69, celebrazione di una giovinezza piena di speranze che il tempo ha cancellato, o Cuts like a knife. Ma anche canzoni da ascoltare a occhi chiusi, come Heaven o l’emozionante (Everything I do) I do it for you, appassionata dichiarazione d’amore che ancora oggi detiene il record del singolo rimasto più a lungo in vetta alla classifica inglese (ben 16 settimane).
Il «Robin Hood del rock» salirà sul palco insieme alla formazione storica che lo accompagna in giro per il mondo sin dai primi passi della sua lunga carriera musicale: alla chitarra ci sarà Keith Scott, che ha al suo attivo collaborazioni con Bryan Ferry, Tina Turner e Cher, mentre alla batteria siederà Michael Curry, che può vantare esperienze con David Bowie ed Elvis Costello. Due garanzie in più di assaporare il sound autentico di Adams, un sound che il tempo e gli arrangiamenti non hanno contaminato, nonostante le numerose raccolte di successi pubblicate negli anni. La più recente, Anthology, è uscita nel 2005 e contiene 36 brani: il concerto grosso modo ne ripropone la struttura, alternando le hit del passato e i singoli più recenti.
L’ultimo album di inediti, Room service, risale invece al 2004 ed è stato registrato in gran parte nelle camere d’albergo o nei backstage durante i tour. Al momento il cantante canadese ha quasi pronto il nuovo disco, che dovrebbe arrivare nei negozi in autunno. Nel concerto però non sono previste anticipazioni, per promuoverlo ci sarà tempo: il rocker, infatti, non riesce proprio a stare lontano dai riflettori e davanti al pubblico trova la sua dimensione naturale.
Davanti al pubblico o in una camera oscura, perché l’eterno ragazzo in jeans e maglietta di professione fa anche il fotografo e dimostra di possedere un talento non indifferente. Due anni fa ha pubblicato un libro dedicato alle donne americane e, per la terza volta, ha destinato i proventi alla ricerca contro il cancro.
In fondo, come conferma il titolo di un suo disco, The best of me, in tutto ciò che fa Adams mette il meglio di sé. E il concerto di martedì non farà certo eccezione.