Una buca ogni dieci metri: il record in XVI municipio

Tombini killer, crepe nell’asfalto, buche larghe mezzo metro, dossi improvvisi. In scooter o auto è un sobbalzo ogni due secondi. Nel XVI Municipio due anni non bastano al Comune a rifare il manto di via della Pisana, nonostante un contributo di 3 milioni dalla Regione Lazio. Gli abitanti sono costretti a tapparsi l’asfalto da soli col cemento. Con la pioggia esce schiuma bianca dai tombini. Sembra un film, ed è via della Pisana. Il Codacons ha calcolato che sugli oltre 5mila chilometri di strade della capitale ci sono mezzo milione di buche. Una ogni 10 metri. Larghezza media 40 centimetri. Roma è una gruviera. Ma è nei Municipi periferici come il XVI che la battaglia della buca è persa ancor prima di combattere.
Il XVI - Monteverde, Bravetta, Portuense, Gianicolense, Pisana, Maccarese, Castel di Guido - 143mila abitanti, un territorio di 73 chilometri quadri, grande per estensione come Firenze, ha in bilancio per il 2008 appena 900mila euro per la manutenzione delle buche. «Bastano sì e no per un paio di strade - denuncia il capogruppo di An, Fabrizio Santori -. Le altre devono sperare di finire nella prossima lista». Ci vorrebbe un miracolo. Il 50 per cento delle vie a Monteverde Nuovo avrebbe urgente bisogno di interventi, a Monteverde Vecchio il 60 per cento. In altre zone stanno ancora peggio.
E poi ci sono i tempi lunghi una quaresima per gli interventi diretti sulle grandi arterie. A volte un anno non basta a fare i lavori. Ce ne vogliono due. Via della Pisana, ad esempio. Una manciata di chilometri da Bravetta alla sede del consiglio regionale. Altri 2-3 chilometri dal Raccordo a Malagrotta. Quasi ogni giorno auto ferme in mezzo alla strada, incidenti, alcuni anche mortali. Ben tre i milioni di euro stanziati a marzo 2006 dalla Regione come contributo al Comune per rifare il manto stradale nel tratto esterno al Gra. «Ma dopo un anno siamo ancora in alto mare - denuncia il consigliere del XVI Antonio Aumenta, An - e gli incidenti continuano».
Proprio a Bravetta il degrado tocca l’apice. Marciapiedi pericolanti, piccole voragini. E da quest’estate una misteriosa schiuma bianca fuoriesce dai tombini. Santori e Aumenta denunciano lo strano fenomeno: «La schiuma rende il manto stradale viscido, sono tanti i motorini che improvvisamente cadono sull’asfalto». E non basta. La metà circa delle vie del XVI sono private, ma aperte al pubblico transito. In caso di danni, però, il Comune pretende che paghino i privati, rimarcano Santori e Aumenta: «Alla scuola elementare e materna Raffaello Sanzio, ad esempio, che ufficialmente dà su via del Casaletto, per motivi di sicurezza i bambini escono da via Funaioli, strada privata. Con il viavai di auto e pulmini l'asfalto ormai è sparito, c'è solo una miriade di buche. Ma il Comune si guarda bene dal muovere un dito».