Bucato solo da un’autorete Ma sui rigori è un’incognita

È arrivato in Germania inseguito dalla fama di incallito scommettitore eppure ha cominciato a parare presto. Contro il Ghana, nel secondo tempo, senza dare nell’occhio. Contro gli Usa ha subito il primo e unico gol, fin qui al mondiale, ma da una stilettata di Zaccardo, colpa di solito meno grave delle solite attribuite a un portiere. È passato indenne dalle forche caudine dell’Australia prima di dare il meglio di se stesso contro l’Ucraina, graziato anche da una traversa e da un palo. Gli hanno dato una robusta mano per salvaguardare lo zero del risultato. È un fuoriclasse del ruolo, il vero numero uno al mondo per esplosività ed esuberanza fisica. La presenza, al suo fianco, della Seredova, là dove è possibile, ha moltiplicato le invidie. Negli allenamenti è un demonio. I rigori sono il suo punto interrogativo, non è un grande specialista e infatti si ricorda una sola parata decisiva, contro Figo, Real Madrid, in Champions league. Nella finale di Manchester, contro il Milan, si lasciò superare da Dida nella fama di para-rigori. Con Cannavaro ha allestito una intesa fondamentale.