Buchbinder «extra» in Sala Verdi

Due concerti straordinari con l’Orchestra della Svizzera Italiana

Pamela Dell’Orto

Due serate per i cinque concerti di Beethoven, gli unici scritti dal compositore di Bonn. Concerti «regalati» ai milanesi in versione integrale, interpretati e diretti da Rudolph Buchbinder.
Il grande pianista austriaco, alle spalle una formazione artistica alla Musikhschule di Vienna alla quale fu ammesso a soli cinque anni, sarà a Milano l’8 e il 10 febbraio al Conservatorio con l’Orchestra della Svizzera Italiana. Nella doppia veste di direttore e solista.
Non è la prima volta che l’ex enfant prodige (è stato il più giovane allievo di tutti i tempi) interpreta l’Integrale di Beethoven con questo doppio ruolo (la prima nel 2003, con i Wiener Symphoniker in occasione del Weiner Festwochen), ma la sua fama è legata anche ad altre imprese. Soprattutto alle sue registrazioni dal vivo.
La versione integrale dell’opera pianistica di Haydn, che ha vinto il «Grand Prix du Disque», o la registrazione dal vivo dei concerti di Mozart con i Wiener Symphoniker, migliore incisione del 1998. O le sue interpretazioni dei due concerti di Brahms insieme alla Royal Concertgebouw Orchestra diretta da Nikolaus Harnoncourt. O ancora la sua trascrizione al pianoforte di alcuni pezzi di Johann Strauss in occasione del suo anniversario, dalle quali è nato il disco «Waltzing Strauss», premiato da pubblico e critica con uno strepitoso successo.
Senza contare che il suo piano ha più volte rivisitato il repertorio del Nuovo Testamento, come il ciclo delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven eseguite fino ad oggi in numerose città (Monaco, Vienna, Amburgo, Zurigo e Buenos Aires).
Una grande occasione per Milano, dunque, quella di poter sentire Buchbinder. Le due serate, (Conservatorio, Sala Verdi, ore 21, informazioni allo 02.66986956) sono nate da un progetto dello stesso musicista viennese, che ha voluto con sé l’Orchestra della Svizzera Italiana. Formazione «attiva da oltre settant’anni -, racconta il suo direttore artistico Pietro Antonini, - da alcuni anni è riuscita a raggiungere una buona fama a livello europeo, soprattutto al suo direttore principale, Alain Lombard». Fama che riesce ad esportare dal Canton Ticino anche e soprattutto grazie alle incisioni, «fatte tutte negli studi di RadioDue, dove si registra tutto quello che suoniamo».
Le due serate milanesi dell’8 e del 10 febbraio nascono dalla collaborazione con la Società dei Concerti e il contributo della Banca del Gottardo. Il programma dei concerti è già da tempo in preparazione negli studi luganesi di RadioDue, sede «ufficiale» della formazione elvetica, che manda in onda e produce musica classica (ma anche jazz e musica etnica).
I due concerti di Buchbinder sono, per ora, l’unica tappa milanese dell’Orchestra della Svizzera Italiana. Ma dato che la Osi non poteva non partecipare alla ricca programmazione dell’anno mozartiano, ha già preparato un ricchissimo programma nei teatri di Lugano insieme al Coro della Radio Svizzera. Si parte il 13 febbraio (al Palazzo dei Congressi di Lugano) con l’esecuzione di Thamos re d’Egitto, messo in musica da Mozart nel 1773 su testi di Gebler, consigliere austriaco alla coste boema. Il dramma che fece da colonna sonora (con la direzione di Salieri) nel 1791 all’incoronazione di Leopoldo II a Praga, sarà interpretato insieme al Coro, dai Barocchisti (primo violino Duilio Galfetti, basso solista Hornst Lamnej, voce recitante Claudio Moneta).