Buchbinder Un recital fra Liszt e Haydn

I suoi recital sono una lezione di stile, assimilato nel modo più naturale possibile, crescendo fra le «pareti» di una città musicalissima quale Vienna. Rudolf Buchbinder, ovvero il custode dei Classici, il pianista che sa spalancarne, senza pudore, il mondo d’affetti. L’interprete che è ospite di rito e di riguardo del Musikverein e del Konzerthaus, sale dove pochi concertisti osano misurarsi con la rosa di compositori - Beethoven, Mozart, Haydn, Schubert – che i Viennesi conoscono nota per nota.
Così come non è nuovo – anzi - l’impaginato che Buchbinder ha predisposto per stasera in Conservatorio per la Società dei Concerti. Due Sonate di Beethoven, l’op.2 n.3 e l’op.27.n.2 Al chiaro di luna di Beethoven, Improvvisi op.90 di Schubert e Réminiscences de Don Juan di Liszt. Colpisce il suo Beethoven perlaceo, un sottobosco di canti e controcanti, come Bach insegna, di linee sottocoperta ma che Buchbinder sa portare a galla gustandosele a una a una. È fresco e godereccio lo Schubert degli Improvvisi che il pianista legge anche passando attraverso la lente fornita da Johann Strauss, il cesellatore di Valzer che Buchbinder ha voluto divulgare anche secondo la versione pianistica. Buchbinder, da amante dei classici, ha passato su disco tutto Haydn, aggiudicandosi il Grand Prix du Disque. Frequentazione assidua dunque assuefazione da sala d’incisione, che l’hanno spinto alla predilezione delle incisioni live, vedi il ciclo dei Concerti di Mozart con i Wiener Symphoniker a giudizio del critico forse più titolato, Joachim Kaiser, disco dell’anno 1998.
Rudolf Buchbinder
stasera ore 21
Conservatorio