Le buche? Ci costano 70 milioni ogni anno

Settanta milioni all’anno. Costa al Comune di Roma una cifra astronomica l’appalto per la manutenzione della cosiddetta grande viabilità. Esattamente 1.805.555,59 euro al mese i lavori a canone, ossia la manutenzione ordinaria: riparazione buche, pulizia caditoi e tombini, ripristino guard-rail e cordoli, ricomposizione marciapiedi, pronto intervento per sgombero detriti o allagamenti. Altri 972.222,25 euro, sempre al mese, il funzionamento della Centrale di governo; 33.125.000,00 euro all’anno i lavori straordinari, ossia il rifacimento del manto stradale di vie in gravi condizioni per il traffico stradale. E infine 2.666.666,00 euro le spese tecniche, la vigilanza, il monitoraggio. Tirate le somme, il totale è esattamente 69.123.000 euro e spiccioli.
A fare le cifre e chiedere spiegazioni è il consigliere comunale Marco Visconti, An, membro della commissione capitolina lavori pubblici. Visconti chiede trasparenza su interventi effettivi, tempi, controlli. Troppo vago parlare di «riparazione buche». Quali, quante al mese, che modalità tecniche? Troppo generica la voce «spese tecniche». L’esponente di An ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco di Roma e all’assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro, per conoscere «l’importo del pagamento delle rate mensili per le fatture emesse relative alla manutenzione ordinaria; quanti e quali controlli vengono effettuati a fronte del pagamento delle fatture per la manutenzione ordinaria; qual è il metodo della programmazione degli interventi sulle strade oggetto di manutenzione straordinaria; qual è l’elenco delle strade individuate per i prossimi interventi di manutenzione straordinaria».
Visconti ha passato quasi tutto agosto a studiare le carte del maxiappalto. E i conti non tornano. Con il maxiappalto, i lavori a canone superano i 21 milioni all’anno. «Ma prima la manutenzione ordinaria costava 4-5 volte di meno - afferma l'ex mini-sindaco del XIX -. Basta scorrere l’ultima delibera di giunta antecedente all’appaltone, la n. 658 del 6 ottobre 2004. Dal titolo “Appalto di manutenzione ordinaria, sorveglianza e pronto intervento sulla grande viabilità del Comune di Roma, anno 2005. Importo complessivo euro 3.956.600,00”. La stessa rete stradale di oggi. Gli stessi interventi: buche e ripristino asfalto anche con utilizzo di macchine tappabuche, smaltimento acque fognarie, sorveglianza, pronto intervento. Perfino la rimozione di cartelli abusivi limitrofi alla strada. Tutto. Ma a un costo complessivo ben inferiore». Forse c’è una spiegazione tecnica. Materiali migliori, tempi, prezzi. Le cifre nero su bianco, però, sono queste. E su queste Visconti pretende una risposta.
«Poi la cosiddetta centrale di governo. Quasi 12 milioni all’anno. La struttura, leggo, si dovrebbe occupare di organizzazione del lavoro, distribuzione chiamate. Dentro, però, ci lavorano ben 58 persone. Che fa in concreto questa faraonica Centrale, degna del palazzo di vetro dell’Onu?», si chiede Visconti. Gli interrogativi sono anche altri: «Non è chiaro, ad esempio, chi controlla la qualità e quantità degli interventi. Il XII Dipartimento? In teoria toccherebbe a loro, ma nel bando non c’è scritto niente. C’è scritto che i controlli ci sono, ma non chi li deve effettuare. L’assessore D’Alessandro? Il gabinetto del sindaco?».
A complicare le cose la mancanza di un riferimento chiaro sul sito internet del Comune, la scarsa (per non dire nessuna) pubblicità data al call-center di segnalazione delle buche, anche questo in teoria competenza della Centrale di Governo. Insomma, molte e delicate domande. Che attendono risposta.