Buchi nell’asfalto e traffico rovente: ma i vigili devono solo fare le multe

Cortei, zone blu, corsie gialle, traffico. Incidenti, rallentamenti, manifestazioni, blocchi, traffico. Auto in doppia fila, ingorghi, scioperi, traffico. Comunque la si voglia vedere la situazione della viabilità a Genova è caotica: i motivi sono vari, le soluzioni mancano. Non ci sono, per esempio, i famigerati parcheggi d’interscambio, per lasciare l’auto e salire su un mezzo pubblico. Le strade, poi, versano in stato di degrado, come si vede dal reportage che ci ha inviato il nostro lettore Fulvio Lumachi, che pubblichiamo in questa pagina e che fotografa i buchi, o meglio, le voragini nell’asfalto di strade centrali come quelle intorno al nodo di Brignole, ma anche nel quartiere residenziale di Carignano a due passi dal Galliera. Un asfalto pericoloso per chi va in moto e che rischia la vita sui «fossi» scavati dall’incuria oltre che dal tempo. Intanto per gli automobilisti genovesi non finisce mai il tempo della «mungitura»: i vigili urbani che lavorano in centro città, infatti, sono stati invitati dai loro comandanti (evidentemente su pressione dell’amministrazione comunale) a fare più multe. Sono nove le zone del centro cittadino dove sono entrate in azione le squadre contro le soste selvagge. Ad hoc sono state formate pattuglie di agenti che devono controllare le soste abusive e sanzionarle. Il più possibile.
Gli agenti di polizia municipale si trovano a dover inviare alla fine di ogni turno di lavoro un promemoria delle sanzioni comminate, suddivise per tipo (sosta sui parcheggi merci, sulle fermate del bus, sugli spazi riservati agli invalidi, ai taxi, sui marciapiedi e sulle strisce pedonali). Giustissime, anzi, sacrosante, le sanzioni a chi viola il codice della strada e non rispetta le regole. Ma il buon senso dove lo mettiamo? E non stiamo parlando dei vigili che devono eseguire ordini, e che per dover fare multe non possono talvolta nemmeno rispondere a richieste di cittadini che li interpellano. Qui si tratta di buon senso dell’amministrazione comunale, che non va oltre, si diceva, la logica sanzionatoria per fare cassa. Come nel caso delle corsie gialle di via Tommaso Invrea, dove da poco tempo e senza nemmeno osservare più di tanto un limite di tolleranza per i primi giorni, il signor Federico Belgrano si è visto comminare tre multe diverse, nello stesso tratto di strada, di cui due nel giro di due minuti di 70 euro più 10,54 di «spese procedurali» il tutto, ovviamente raddoppiato. «Stavo solo cercando posteggio», si difende l’automobilista. Le telecamere sono state implacabili nel rimarcare il doppio passaggio dell’auto. Anche qui, la regola esiste e va rispettata. Ma dove sta il buon senso? Non si poteva cercare da parte dell’amministrazione di educare il cittadino con la giusta informazione e un margine di tolleranza a metabolizzare il divieto? No, se l’unico obiettivo è fare cassa, senza offrire alternative, magari creare parcheggi meno cari e mezzi pubblici più efficienti.