Un «buco» da 25 milioni È allarme al Santa Lucia

«Le prolungate inadempienze della Regione Lazio stanno mettendo in grave crisi la Fondazione Santa Lucia di Roma. Uno dei fiori all’occhiello della Sanità regionale e dell’intero Sistema sanitario nazionale nella riabilitazione neuromotoria ad alta specializzazione è alle prese con una pesante situazione finanziaria dovuta ai mancati rimborsi per i ricoveri e le prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate in convenzione nel triennio 2005-2007. Per l’istituto di via Ardeatina si tratta di una perdita di circa 25 milioni di euro». Lo comunica, in una nota, la Fondazione Santa Lucia. «La Giunta guidata da Piero Marrazzo - prosegue il comunicato - nel contabilizzare i finanziamenti pubblici spettanti a questa struttura ha scelto di equipararla di fatto ad una semplice casa di cura privata. Ciò mentre la Fondazione Santa Lucia, che non ha scopi di lucro, vanta la qualifica di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) ed è un ospedale di rilievo nazionale che la normativa vigente equipara ad un ospedale pubblico. Equiparazione peraltro ribadita anche da una recente decisione del Consiglio di Stato.
Il pesante squilibrio finanziario causato dalla Regione Lazio mette ora a serio rischio la sopravvivenza dell’intera struttura, i livelli occupazionali e l’offerta di assistenza ai cittadini. Su questi problemi si è tenuta ieri un’audizione dei vertici dell’istituto alla commissione Sanità del consiglio regionale. Oltre al mancato riconoscimento del ruolo del Santa Lucia, la giunta Marrazzo risulta inadempiente anche sulla stipulazione degli accordi di remunerazione individuali con l’istituto per il triennio 2005-2007: questo ha pregiudicato la possibilità di concordare un livello adeguato alla qualità ed ai costi delle prestazioni erogate. In più non ha previsto la tariffa per le prestazioni di alta specialità neuroriabilitativa che rappresentano la grande maggioranza delle prestazioni di ricovero fornite dalla Fondazione: considerato che il 20 per cento dei pazienti proviene da altre regioni, mediante lo strumento della cosiddetta mobilità passiva le casse della Pisana ci «guadagnano» poiché per un giorno di ricovero rimborsano alla Santa Lucia 261,84 euro a fronte dei 367,29 previsti dalla conferenza Stato-Regioni. Lo scorso novembre la fondazione ha presentato ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento della delibera regionale numero 436 del 19 giugno 2007 che definisce il sistema di remunerazione delle prestazioni ospedaliere ed ambulatoriali di ospedali pubblici e privati per l’anno in corso, in attuazione del Piano di rientro dal deficit della sanità». «Se la situazione non dovesse sbloccarsi, saremo costretti a ricorrere di nuovo al Tar del Lazio anche per vederci riconosciuti i finanziamenti che la Regione fino ad oggi ci ha negato per gli anni 2005-2006 - ha dichiarato Luigi Amadio, direttore generale della Fondazione - oppure per garantire l’equilibrio economico-finanziario e la sopravvivenza dell’ospedale saremo costretti a gravi provvedimenti, tra cui il ridimensionamento dell’offerta di servizi ai malati». «La Fondazione Santa Lucia - conclude il comunicato - svolge un ruolo di primo piano non solo sul piano assistenziale e clinico ma anche nel campo della ricerca che negli anni ha raggiunto risultati di assoluta eccellenza e che vengono trasferiti rapidamente al letto del malato. Tra tutti i 43 Irccs italiani, come indice di produttività scientifica risulta al primo posto nel Centrosud (isole comprese) e si colloca al settimo posto nell’intero panorama nazionale».