Un budget kolossal Sul tappeto rosso gli sponsor prima di tutto

«In Texas we make things big», facciamo le cose in grande, si vantano i texani. Anche i romani non scherzano. La seconda Festa del cinema sfodera un budget di 15 milioni di euro, 3 più della prima. Aumentano gli schermi, il tappeto rosso è sempre più esteso, la cittadella attorno all'Auditorium si ingrandisce. E però, ieri mattina, ai giornalisti sono stati distribuiti col contagocce i press-book dei primi film in programma. Peraltro solo in inglese quello di Elizabeth. The Golden Age, in francese e inglese, fotocopiato, quello di Le deuxième souffle. Magari è stata la concitazione dell'avvio, qualche disguido con le rispettive case di distribuzione. Tuttavia l'effetto non è stato dei migliori. Anche perché, appunto, i soldi non difettano.
Intervistato trionfalmente dal Messaggero, il senatore diessino e patron della Festa Goffredo Bettini ricorda infatti che dei suddetti 15 milioni, tolti i 4 erogati da Comune, Provincia e Regione, «all'incirca 10 vengono dagli sponsor privati, e un'altra buona parte dai biglietti venduti a prezzi popolari». Fate voi la differenza con la Mostra di Venezia e il festival di Torino: all'incirca 8.5 milioni la prima, poco più di 3 il secondo. Se va avanti di questo passo, nel giro di un anno la Festa capitolina potrà rivaleggiare, sul versante quattrini, perfino col festival di Cannes, il cui budget si aggira sui 20 milioni.
Una massa enorme di soldi, sul cui utilizzo, almeno per quanto riguarda alcune voci di bilancio, l'anno scorso molto si discusse. Del resto, basta scorrere il corposo catalogo edito da «minimum fax» per accorgersi del ramificato intreccio di interessi che il manager quarantenne Stefano Micucci ha saputo escogitare. Ben cinque pagine di loghi, per un numero complessivo di 174, divisi per importanza e natura sotto le seguenti categorie, rigorosamente in inglese: Main partner, Promoted by, Partner, With the cooperation of, Under the patronage of, Official sponsors, Sponsors, Media partners, Public mobility partners, Technical sponsors, Product sponsors, Service sponsors, Special partners, Cultural partners (tra i quali Ansa e la Repubblica), In collaboration with, Special events (tra i quali Il Sole 24 Ore). C'è di tutto, dentro, dalle automobili ai telefoni. Soprattutto c’è la Bnl-Bnp che garantisce circa 2 milioni di euro.
Stando così le cose, «la Festa durerà per sempre e durerà tutto l'anno», ha promesso Bettini, ammettendo subito dopo quanto già si sapeva: «Se nei prossimi mesi il mio impegno politico diventerà più pressante, valuterò il da farsi con la persona che dovrà poi decidere: Veltroni». Traduzione: in prospettiva, Pietro Calabrese, ex direttore di Panorama appena entrato a far parte del cda della Fondazione Cinema per Roma, è destinato a prendere le redini della Festa. L'operazione non sarà indolore o semplice, ma l'idea è quella. L'avrebbe riconosciuto, in privato, lo stesso Calabrese: molto complimentato dall'amico Bettini, non di meno consapevole degli ostacoli che incontrerà sul suo cammino romano.