Buenos Aires avvolta da una coltre di fumo

Trenta chilometri di foresta nel delta del Paranà in fiamme. Capitale argentina invasa da fumo e nebbia: fermi autobus e navi, problemi per la salute degli abitanti

Buenos Aires - Nebbia fitta a Buenos Aires. Da almeno due giorni la città è invasa dal fumo proveniente da vasti incendi che interessano il delta del fiume Paranà, il nord della provincia bonearense e quella di Entre Rios. Ci sono rischi per la circolazione data la fitta nebbia, il sole è perennemente oscurato, e probabili rischi per la salute: l’odore di bruciato è costante. Le autorità hanno lanciato un’allerta martedì e fanno sapere che per oggi è comunque previsto un miglioramento della situazione per l’alzarsi del vento. La notte scorsa sono rimaste ferme molte corse di autobus che collegano la città con la provincia a causa della bassa visibilità. Mentre è stata interrotta anche la navigazione da quattro importanti porti commerciali: Buenos Aires, La Plata, Z rate e Campana. Gli incendi non accennano a spegnersi.

Roghi "Secondo le ultime immagini via satellite - ha fatto sapere il servizio meteorologico - si continuano a osservare focolai sulle isole del delta del Paranà". Il fronte dei roghi è esteso per più di 30 chilometri e i vigili del fuoco hanno difficoltà a controllarli sia con gli aerei e sia con i mezzi da terra impiegati. Per fronteggiare la situazione si riuniranno oggi il ministro dell’Interno, Florencio Randazzo e i governatori delle province interessate. Intanto, le autorità negano che gli incendi siano prodotti da intenti dolosi dei produttori della campagna che vogliono più spazio libero da boschi per disporre di pascoli e campi coltivabili più ampi. La polizia ha però già arrestato due persone accusate di aver dato il via ai roghi.

Rischi Intanto la situazione è ampiamente commentata su diversi blog su Internet, che raccontano come le persone a Buenos Aires tornino a casa la sera con occhi rossi e vie respiratorie irritate. Mentre fioriscono notizie non confermate su una supposta dolosità degli incendi che servirebbero alle multinazionali per far spazio alla coltivazione di mais Ogm da vendere alla Cina. Sui blog di ispirazione "verde" non manca il rammarico per gli ettari di splendida vegetazione distrutta.