Bufala dell'Espresso sugli elicotteri del premier

Il settimanale denuncia un presunto scandalo per l'acquisto di due apparecchi. Ma il presidente del Consiglio ha sempre usato quelli Fininvest. Fu D'Alema nel 1999 ad avviare la procedura per sostituire i mezzi ormai obsoleti

Che cosa non si farebbe per aumentare la dose quoti­diana di veleni contro Silvio Berlusconi? All’ Espresso la ri­sposta è una sola: «Tutto!». E così anche l’ammodernamen­to della flotta elicotteristica di Stato è diventato una sorta di «regalo» ad personam . Pecca­to che il settimanale del grup­po che fa capo a Carlo De Bene­detti abbia omesso di infor­marsi su un piccolo particola­re: il Cavaliere non usa gli eli­cotteri del 31mo Stormo del­l’Aeronautica che invece sono a disposizione del capo dello Stato e del Papa. Il presunto «scoop» rivela che entro fine estate arriverà per il premier un nuovo AW-139 full optional ,l’elicotte­ro Agusta Westland (gruppo Finmeccanica) dotato di una grande versatilità perché adat­to sia alle operazioni militari che a quelle civili. Successiva­mente un altro velivolo dello stesso tipo ma con più posti in dotazione dovrebbe essere di­sponibile per le esigenze del governo. Ovviamente per l’Espresso è tutto «alla faccia dei tagli» e soprattutto «a spese del contribuente» giacché Ber­l­usconi si sarebbe fatto rimbor­sare dalla presidenza del Con­siglio l’utilizzo pubblico dei propri velivoli privati in passa­to. Ipotesi smentita da Palazzo Chigi che ha replicato dura­mente alle accuse di gestione allegra delle spese dell’ Espres­s o. «L’elicottero fotografato in copertina- si legge nella nota ­è di proprietà del presidente Berlusconi che non usa mai gli elicotteri» di Stato e «tutte le spese sono a carico dello stes­so presidente Berlusconi». Lo stesso premier in conferenza stampa ha rincarato la dose: «Sono stati acquistati due eli­cotteri, ma non ne usufruisco mai: ho la fortuna di avere miei elicotteri con miei piloti che pa­go io e mi sento in condizioni di sicurezza solo con quelli». Non è l’unica smentita: non è stato il Cavaliere a ordinare i velivoli, fu il governo D’Alema nel 1999 ad avviare la procedu­ra per sostituire mezzi «entrati in servizio tra il 1972 e il 1973». Nel 2000 e nel 2005 la presiden­za della Repubblica chiese la sostituzione che nel frattempo non era avvenuta per motivi economici e solo dopo un inci­dente nell’ottobre 2008 si è av­v­iata la procedura di sostituzio­ne scegliendo l’AW139 perché adatto al trasporto sanitario di 4 barelle. Costo complessivo dei due elicotteri: 37,8 milioni di euro. Pur di intonare la solita solfa su «Papi» ci si dimentica an­che delle notizie. L’Espresso ha infatti pubblicato quanto reso noto dal bilancio di previsione del ministero della Difesa nel 2011: le dotazioni delle funzio­ni esterne sono state tagliate del 33,1% su base annua a quo­ta 100,7 milioni di euro. L’im­porto risparmiato (49,8 milio­ni) è destinato al «completa­mento dell’acquisizione di due elicotteri per il trasporto aereo di Stato». Eccoli qui! Non c’è niente di misterioso:si tratta di un impegno di spesa deciso prima del taglio mora­lizzatore tremontiano. Troppo facile fare ironia sul­la sostituzione del vecchio Sikorsky presidenziale che il presidente del Consiglio non ha utilizzato e che lo Stato con­c­ede al Papa per il trasferimen­to a Castel Gandolfo. Troppo facile riempire i testi di riferi­menti boccacceschi per sobil­lare una sempre meno nume­rosa pl­atea di lettori pronti a in­dignarsi ogniqualvolta sia cita­to il nome di Silvio Berlusconi. Troppo facile trascurare la stes­sa evidenza: il Cavaliere ha sempre volato a proprie spese. Eppure quella stessa sinistra perbenista che l’Espresso in­tende rappresentare, quella ca­ratterizzata da un innato sen­so di superiorità morale, non si fa problemi a cambiare opinio­ne come cambiano le stagioni. Era il 1994 e la carriera politica del Cav era agli albori ma già aveva questo dannato «viziac­cio »: non usava gli aerei blu. E per questo motivo i progressi­s­ti lo attaccarono con un’inter­rogazione in Parlamento per­ché­mortificava la professiona­lità dell’aeronautica e si faceva pubblicità occulta perché sui velivoli c’era il simbolo del bi­scione. L’Espresso , tuttavia, ha con­fermato quanto anticipato: gli elicotteri sarebbero in allesti­mento «vip» e dunque non adatti al trasporto di barelle e la decisione di spesa sarebbe stata presa nell’imminenza della manovra. A questo sco­po il settimanale chiede di pub­blicizzare la documentazione su questo tipo di voli. Per poter continuare il gioco al massa­cro di doppi sensi pecorecci