Bufala, il governo cinese revoca il blocco

Il governo di Pechino ha revocato il divieto di
importazione della mozzarella italiana e le ispezioni
obbligatorie per gli altri formaggi

Pechino - La Cina ha revocato il divieto di importazione della mozzarella italiana e le ispezioni obbligatorie per gli altri formaggi.

Divieto revocato Il divieto per la mozzarella e i controlli obbligatori per tutti i prodotti caseari erano stati imposti dalla Cina il 28 marzo scorso e sono stati sbloccati dopo una lunga trattativa condotta dall’ambasciata d’Italia in Cina con l’assistenza della rappresentanza della Commissione europea e dell’istituto per il Commercio estero (Ice). La situazione si è sbloccata dopo l’ultimo incontro, oggi, tra l’ambasciatore Riccardo Sessa ed i dirigenti dell’Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine (Aqsiq), l’organo cinese addetto al controllo della qualità dei prodotti d’importazione. Sessa ha poi informato personalmente i ristoratori italiani e gli operatori del settore che erano stati colpiti dall’ improvviso divieto, con i quali l’ambasciata è stata in stretto contatto in questo periodo.

Importazioni a livello minimo La decisione dell’ Aqsiq era giunta come un fulmine a ciel sereno proprio nel momento in cui gli altri Paesi stavano revocando uno a uno il divieto. Le importazioni di mozzarella in Italia sono a livello minimo ma gli operatori del settore temevano il danno d’ immagine che il divieto avrebbe potuto portare a tutto il settore alimentare italiano, per il quale in Cina esiste un crescente interesse. Il provvedimento era stato immediatamente contestato dall’ambasciata italiana anche perchè parlava genericamente di "mozzarella" e non di "mozzarella di bufala", comprendendo anche il prodotto ricavato dal latte vaccino, che era completamente estraneo alla vicenda. Inoltre l’imposizione di controlli obbligatori anti-diossina a tutti i prodotti caseari italiani imposta con lo stesso provvedimento rischiava di portare gravi perdite a tutti gli esportatori di formaggio italiani. L’atteggiamento dell’Aqsiq è stato dettato tra l’altro dagli scandali che a partire dalla scorsa estate hanno coinvolto una serie di prodotti cinesi esportati all’estero, tra anche alcuni generi alimentari. In seguito a quelle vicende i controlli in Cina sono diventati estremamente approfonditi ed i responsabili dell’Aqsiq preferiscono rischiare di eccedere con i divieti che di apparire troppo morbidi verso gli esportatori stranieri.