Bufala, l’Ue all'Italia: misure insufficienti

A Bruxelles non basta che De Castro addenti i latticini: "L'Italia assicuri il ritiro delle bufale alla diossina". L'Ue minaccia "misure di salvaguardia". Vendite a rischio

Napoli - Trattandosi di mozzarella campana, il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, ha pensato bene di liquidare il problema della contaminazione da diossina, mandando in onda una sceneggiata. «La mozzarella di bufala campana è sicura e non bisogna creare allarmismi». Poi, davanti alle telecamere presenti alla conferenza stampa, ha preso una mozzarella da un vassoio e l'ha mangiata, dando inizio allo show dal sapore elettorale.

Ma, sceneggiate a parte, ieri e, per tutta la giornata, il governo, ha preso schiaffi a ripetizione dalla Unione Europea, da associazioni di categoria, esperti e politici. A fine serata, la mazzata dall'Ue che ha ritenuto «insufficienti le misure prese dall'Italia». La prima bocciatura è arrivata intorno alle ore 10, quando, la Commissione europea ha fatto sapere che, sul caso della contaminazione delle mozzarelle con diossine e Pcb, chiedeva entro le ore 18, nuovi «chiarimenti», ritenendo «incomplete» le informazioni inviate il giorno prima dall'Italia. Una severa, Nina Papadoulaki, portavoce del commissario alla Sanità, Androula Vassiliou, ha ammonito il governo. «Ieri aspettavamo informazioni su questa vicenda ma è arrivata una documentazione incompleta. Chiediamo all'Italia garanzie e misure che tutti i prodotti derivati dalla mozzarella siano in linea con la legislazione europea».

Da quel momento in poi, da De Castro alla Turco, da D'Alema a Enrico Letta è stato tutto un prodigarsi di rassicurazioni, sulla bontà della mozzarella campana (quella delle altre regioni non è sotto accusa). D'Alema ha sentenziato che «questo problema non esiste: il nostro Paese è tra quelli dove i controlli sono più accurati e rigorosi». Preoccupato Berlusconi. «Esponenti di governo hanno rassicurato il Giappone e gli altri Stati, dicendo che le mozzarelle con dosi elevate di diossina non sono state esportate, lasciando intendere che siano state consumate sul mercato interno. Se fosse vero, dovremmo essere tutti preoccupati perché sarebbe tutto tranne una rassicurazione».

In serata la risposta da Bruxelles. «Le misure applicate non sono adeguate ad assicurare che nessun prodotto contaminato entri nel mercato, perché non c'è stato nessun ritiro di prodotti potenzialmente contaminati e il programma di sorveglianza sugli allevamenti della Campania è ancora troppo limitato». L'Ue ha poi spiegato che «se la Commissione riterrà che questa ulteriore azione è inadeguata, considererà di proporre misure di salvaguardia per prodotti caseari originari della Campania». I limiti massimi Ue per la presenza di diossina e Pcb nel latte e nei prodotti caseari è pari a 3 picogrammi (miliardesimo di grammo) per grammo per la diossina e 6 picogrammi per grammo per la somma di diossina e Pcb. Per quanto riguarda i prodotti campani, «i campioni irregolari avevano per la diossina valori compresi tra 3 e 6 picogrammi per grammo e, per la somma di diossina e Pcb tra 6 e 8 picogrammi».