Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite

Il governo francese revoca il provvedimento di ritiro dei prodotti campani imposto in mattinata. In Italia, ritirati i prodotti di 25 caseifici. Il Giappone sblocca le
mozzarelle ferme da giorni alle
dogane

Parigi - Il governo francese ha revocato nel pomeriggio il provvedimento di ritiro delle mozzarelle di bufala provenienti dalla Campania imposto poche ore prima. Si trattava, infatti, di "una misura precauzionale" portata avanti dal ministero della Salute per procedere ai test sulla mozzarella e verificarne la qualità. Sulla stessa linea anche la decisione di Singapore di bloccare le vendite finché le analisi non avranno determinato "se c’è o meno una contaminazione da diossina".

Benestare dell'Ue "La Commissione Europea è soddisfatta dai progressi fatti dall’Italia e per il momento non si chiedono nuove azioni". La portavoce del Commissario alla Sanità Nina Patadoulaki, ha fatto sapere che "non c'è alcun rischio per la salute" apprezzando il fatto che la regione Campania "ha intensificato i controlli rendendoli sistematici". "Per il momento dunque la Ue non chiederà all’Italia altre azioni", ha assicurato la Patadoulaki affermando, quindi, che "non servono misure di salvaguardia". Quattro chili di bufala a settimana sarebbe, infatti, la quantità di mozzarella che bisognerebbe mangiare per avere effetti negativi per la salute. Immediata la replica italiana: "Nell’attuale contesto, iniziative precauzionali ulteriori di singoli Stati Ue risulterebbero a nostro avviso in contrasto col quadro comunitario" ha sottolineato Manuel Jacoangeli, portavoce della rappresentanza italiana a Bruxelles. Secondo Jacoangeli sarebbero misure "non giustificate dalla rigorose misure nazionali immediatamente assunte" dall’Italia.

Lo stop di Parigi A effetto domino l'allarme mozzarella sta contagiando il mercato internazionale. Dopo Seul, Tokyo e Taiwan, in mattinata era toccato anche a Parigi, dove il ministero della Sanità aveva imposto agli esercenti di "consegnare immediatamente i prodotti in attesa di informazioni complementari". Oltre a dover ritirale le "bufale", i commercianti avrebbero dovuto conservarle "nei prossimi giorni e per applicazione del principio di precauzione siano effettuate delle analisi". Dopo il benestare dell'Unione europea, tuttavia, il governo francese ha revocatoil provvedimento di ritiro delle mozzarelle.

L'import giapponese Il ministero della Sanità giapponese ha dato oggi il nulla osta allo sblocco delle mozzarelle italiane prodotte in Campania ferme da giorni alle dogane di Tokyo e Osaka. Al termine di una lunga giornata di fitti contatti per chiarire la vicenda delle mozzarelle, si completa lo sdoganamento della merce, complessivamente oltre quattro tonnellate, ferma da giorni in via precauzionale presso gli aeroporti di Narita a Tokyo e Kansai a Osaka. In nottata le autorità nipponiche avevano dato il via libera per lo sblocco parziale dei prodotti non provenienti dalla Campania. Restano tuttavia ancora da definire le procedure in merito ai passaggi futuri per il ripristino regolare delle importazioni di mozzarella dall’Italia. Le autorità italiane in Giappone hanno infatti trasmesso al ministero della Sanità di Tokyo la lista dei produttori ritenuti a rischio, nessuno dei quali risulta essere tra gli esportatori delle merci attualmente ferme in dogana.

Ritirati i prodotti di 25 caseifici Il governo italiano adotterà a breve le misure concordate con l’Unione europea per ritirare dal mercato i prodotti che risultano essere non a norma per restituire certezza ai consumatori italiani e stranieri. Degli 83 allevamenti posti sotto sequestro per l’eventuale presenza di diossina, 12 sono stati sbloccati, mentre 20 sono stati riscontrati positivi, con valori di diossina superiori al limite di legge. Sulla base delle analisi dell’Istituto zooprofilattico di Brescia il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta, fa sapere che "gli allevamenti trovati positivi rimarranno sequestrati a lungo" dal momento che si dovrà aspettare che gli animali smaltiscano la diossina dai loro grassi. "E per questo ci vogliono tra i 90 e i 120 giorni". I caseifici invece dovranno rispondere alla magistratura, come ha chiarito Patta, solo nel caso in cui non abbiano svolto le procedure di autocontrollo sul latte: "Le indagini comunque stanno andando avanti a tappeto". In mattinata, è già stata ritirata dal mercato la mozzarella prodotta in 25 caseifici diversi in cui sono stati trovati dei campioni di formaggio contenenti diossina.