Bufala, stop di Tokyo "In due mesi persi 30 milioni di euro"

Dopo la Corea del Sud, che ha avviato i test per verificare la presenza di diossina nel prodotto, anche Tokyo blocca le importazioni. Controlli anche in Russia. L'Ue chiede rassicurazioni. Patta: "Allarme limitato e contenuto"

Tokyo - Il Giappone ha sospeso l’importazione di mozzarella dall’Italia dopo aver appreso dalla stampa che l’alimento sarebbe stato prodotto con latte contaminato dalla diossina. Lo ha detto oggi un funzionario del ministro della salute giapponese. Il Giappone ha annunciato di aver fermato alla dogana le mozzarelle domenica scorsa, in attesa di dettagli dall’Italia, ha aggiunto il portavoce. Ieri il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro aveva detto che il Giappone non ha bloccato le importazioni, ma si è limitato a chiedere informazioni, che dovrebbero essere fornite oggi, dopo un vertice tra ministri a Roma.

Stop preventivo Non si tratta di un blocco formale, ma solo di un fermo preventivo quello che interessa oltre quattro tonnellate di mozzarella made in Italy ferme da venerdì alle dogane dei due principali aeroporti giapponesi, Narita a Tokyo e Kansai a Osaka: lo riferiscono oggi fonti dell’ambasciata d’Italia a Tokyo, secondo cui al momento sono da escludere provvedimenti di sequestro della merce da parte delle autorità sanitarie nipponiche. Anche il ministero della Salute di Tokyo ha confermato che il fermo delle mozzarelle alla dogana è stato deciso in via esclusivamente precauzionale, in attesa di conoscere i risultati delle analisi attualmente in corso in Italia. Nei negozi della capitale nipponica, intanto, la situazione rimane tranquilla e non pare esistere il rischio di un "allarme mozzarella": la merce è presente come di consueto sugli scaffali e continua a essere acquistata dai consumatori. Nel 2005 in Giappone è stata esportato l’un per cento della produzione totale di mozzarella e il 6 per cento della quantità destinata all’estero.

Blocchi La Corea del Sud ha bloccato le importazioni di mozzarella lo scorso week-end e ha detto che avrebbe condotto dei test per determinare la presenza di diossina nel prodotto, mentre l’Unione Europea ha chiesto assicurazioni al nostro paese sulla genuinità della mozzarella. Secondo il funzionario giapponese solo a una piccola parte della produzione del latticino sarebbe contaminata. "Se fossimo informati dei nomi di questi caseifici, potremmo permettere ad altri produttori di esportare nel nostro paese", ha detto il funzionario, aggiungendo di non conoscere la quantità di mozzarella bloccata alla dogana.

Controlli anche in Russia È sentito anche a Mosca il rischio per la mozzarella campana, riferisce oggi il quotidiano Kommersant: le autorità ufficiali non si sono ancora pronunciate, affermandO che stanno conducendo analisi, ma da molti ristoranti e supermercati il prodotto campano è già sparito dai menù e dagli scaffali. Kommersant sottolinea che al momento si tratta di una iniziativa dei gestori e non di un provvedimento ufficiale, e non è comunque esteso alle mozzarelle provenienti da altre regioni.

La posizione della Ue La Commissione europea conta di ottenere entro oggi le informazioni chieste alle autorità italiane sulla eventuale presenza di sostanze tossiche nella mozzarella di bufala proveniente dalla Campania. Una portavoce dell’esecutivo europeo ha rilevato che per il momento "non vi è alcuna prova" sulla presenza di diossina. "Per ora attendiamo i risultati richiesti. Se ci sono prove, si vedrà. Per ora - ha detto la portavoce - non ci sono prove", ha ribadito, affermando che ci sono contatti stretti con le autorità italiane".

Patta: "Sbloccheremo la situazione nei prossimi giorni" "Spero di riuscire a sbloccare la situazione nei prossimi giorni", ha affermato il sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta promettendo di dare tutte le risposte ai quesiti che i vari paesi porranno al ministero della Salute. "L’allarme è limitato e contenuto", ha comunque assicurato Patta. "La stragrande maggioranza degli allevamenti - precisa - sono indenni. Abbiamo però - ammette - purtroppo riscontrato alcune positività". "Il lavoro grosso che dovremo fare nei prossimi giorni - spiega il sottosegretario - è quello di individuare esattamente gli allevamenti che hanno fornito il latte non in regola ai caseifici, in modo da prendere provvedimenti". Una volta identificati gli allevamenti non regolari, "questi non potranno più commercializzare il loro latte - conclude Patta - che dovrà essere portato alla distruzione".

I dati È allarme vendite per la mozzarella di bufala campana. Nei mesi di gennaio e febbraio 2008 si è registrata una contrazione del 30%, rispetto allo stesso periodo del 2007, tra mercato interno ed export, per un valore stimato dal consorzio di tutela in 30 milioni di euro. Le ragioni del calo risiedono nella diffusione di notizie che si sono susseguite negli ultimi mesi relative all’emergenza rifiuti in Campania, alle quali si aggiungono in questi giorni quelle sugli allevamenti posti sotto sequestro per contaminazione da diossina. I danni di questo secondo allarme, secondo il consorzio, si vedranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Il settore della mozzarella di bufala campana Dop ha un fatturato annuo che si aggira intorno ai 300 milioni di euro, al consorzio di tutela aderiscono 131 caseifici.