Bufala, Ue: "Italia, misure insufficienti"

Le informazioni inviate dall’Italia alla Commissione europea
sono state
giudicate "incomplete" dagli esperti comunitari. Poi Bruxelles gela il governo: "La mozzarella contaminata non deve entrare nel mercato, l'Italia faccia di più"

Bruxelles - Le misure messe in atto dall’Italia sul caso della mozzarella contaminata alla diossina sono "insufficienti" secondo la Commissione europea, che chiede al governo italiano di "adottare ulteriori provvedimenti per garantire che la mozzarella contaminata non entri nel mercato Ue".

Quantità non eccessiva La quantità di diossina riscontrata nelle mozzarelle di bufale campana "non è eccessiva". È quanto ha dichiarato la portavoce del commissario Ue per la Salute dopo le informazioni ricevute dalle autorità italiane. "In alcuni casi la quantità di diossina riscontrate sono più alte di quanto ammesso dalla legislazione europea - ha detto la portavoce - ma non è eccessiva".

I livelli di diossina La commissione europea assicura che le mozzarelle trovate con un livello di diossina superiore al livello consentito non sono state esportate nei Paesi terzi nè nell’Unione europea. "Non esiste un caso diossina in Campania", ha ribadito dal canto suo il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, riferendo nel corso di una conferenza stampa che l’Italia non ha aspettato le ore 18 per fornire all’Unione europea le altre informazioni richieste: "Non c’è nessuna straordinaria analisi in Campania, ma il monitoraggio che viene costantemente compiuto anche in altre parti del Paese". Il ministro ha spiegato di avere "già fornito all’Unione europea le notizie che voleva, precisando che non siamo in presenza di alcun fatto straordinario: il fatto straordinario è che ne abbiamo fatto un fatto mediatico". La "bolla mediatica" - ha aggiunto - è stata generata dalle richieste della Corea del Sud, paese che però non importa la mozzarella italiana. Il Ministro è anche pronto a utilizzare YouTube per rassicurare i cittadini di ogni paese sulla sicurezza della mozzarella di bufala campana. "Farei volentieri anche un video su YouTube", ha detto De Castro rispondendo alla domanda su un’eventuale disponibilità a testimoniare la posizione del’Italia sulla sicurezza della mozzarella di bufala campana anche attraverso i video su internet. "Potrebbe aiutarci a spiegare che si sta montando un caso inesistente - ha sottolineato De Castro - sono stati fatti controlli in 83 aziende: è assurdo criminalizzare l’intero settore".

Informazioni lacunose Il caso per ora non si sgonfia: mentre gli allevatori denunciano un crollo del fatturato del 30-40% per la mozzarella campana, l’Adoc invita i consumatori a non mangiarla. Le informazioni che l’Italia ha inviato tra ieri sera e questa notte alla Commissione europea circa la situazione della mozzarella di bufala sono state giudicate "incomplete" dagli esperti comunitari ed è stata quindi inviata una lettera alle autorità italiane che impone di inviare a Bruxelles tutte le informazioni necessarie richieste entro le 18 di oggi. La Commissione europea "esaminerà la situazione e considererà eventualmente misure a livello europeo" lo ha detto Nina Papadoulaki, portavoce del commissario alla Sanità.

La risposta dell'Italia "Sono state appena inviate questa mattina alla Commissione dalle competenti autorità italiane le ulteriori informazioni richieste dopo quelle preliminari inviate ieri". Il portavoce della Rappresentanza italiana presso l’Ue, Manuel Jacoangeli, assicura che il governo italiano è "il principale interessato a fare con la massima trasparenza piena chiarezza su questa vicenda". "Sono in effetti state evidenziate alcune irregolarità, sia pure molto circoscritte e di limitata portata come già avevo affermato ieri sera, che ci hanno portato ad adottare immediatamente una serie di misure che dovrebbero rassicurare la Commissione e i nostri partner europei", ha ammesso Jacoangeli confermando che sono state "appena inviate questa mattina" le informazioni richieste dopo quelle preliminari inviate ieri. "Voglio aggiungere - ha concluso il diplomatico - che il verificarsi di alcuni casi di irregolarità ai quali le autorità italiane hanno fatto immediatamente seguire le misure menzionate, non possono e non devono mettere a repentaglio un settore produttivo complessivamente sano".