Bufera di polemiche sulla sciovia senza pista

(...) Insomma. Ci si può fare pure spallucce. E si può perdonarlo perché poteva non saperlo. Almeno si fa sentire la presenza sul territorio. Si stringono tante mani. Ma stavolta il governatore Claudio Burlando ne ha combinata un'altra delle sue. Ha inaugurato, in compagnia del presidente della Provincia Alessandro Repetto, una seggiovia che non fa sciare. Il giorno dopo Natale, a Santo Stefano d'Aveto. E che ha una pista, in sostanza, non omologata. Dove chi scende lo fa a proprio rischio e pericolo e deve centrare uno stretto sentiero di rientro pieno di alberi, massi e radici. Tanto che pure il gatto delle nevi, secondo gli sciatori, fa fatica a passarci. Un record mondiale. Che ha scatenato la reazione dei turisti. In molti, sui forum on line di appassionati, inneggiano al Gabibbo. Chiedono a Valerio Staffelli di consegnargli il tapiro d'oro. Paragonano la stazione sciistica in questione al villaggio di montagna di Fantozzi e evocano lo spirito dell'ingegner, pardon, ragionier Filini.
Non è tutto. Il giorno dell'inaugurazione della seggiovia, costata un paio di milioni di euro e costruita dall'altoatesina Doppelmayr, l'impianto non ha nemmeno funzionato. Così nessuno ha potuto sedercisi sopra. Vabbé, dai. C'era un vento e una bufera che portavano via. Insomma. Cose che in montagna succedono. I commenti, ovviamente, sui siti Internet si sprecano. Così come sulla polemica sindaco-sciatori che incolpano il comune di avere cominciato i lavori per quello skilift di Prato della Cipolla in forte ritardo. Praticamente in pieno inverno. Quando è cominciato a nevicare e non si potevano costringere certo gli altoatesini, anche se puri operai di montagna, a scavare e montare i piloni sotto una coltre bianca alta un metro e mezzo. Insomma, il primo lotto c'è. Ed è quello della seggiovia che porta dai 1260 metri di altitudine di Riofreddo ai 1600 metri di Prato della Cipolla. Ma serve a pochino. Qualche esperto e spericolato sciatore si sarà pure avventurato sulla tortuosa pista di ritorno. Ma per adesso arrivati in cima, a parte lo straordinario paesaggio, i meno dodici gradi e il fortissimo vento, non c'è ancora pronto nulla. Bisognerà aspettare almeno il primo gennaio quando sarà inaugurato, sic, lo snowpark e il rifugio. Il primo è una serie di porte gonfiabili e di pupazzoni, compreso un simpatico tapiroulant, per i bambini. Il secondo è un bar e ristorante dove almeno si potrà organizzare in quota un bel pranzo alpino. Tutto qui. Con tariffe di andata e ritorno di 5 euro e ingresso giornaliero allo snowpark di altri 5 euro.
«Solo con il completamento del primo lotto e la realizzazione del secondo previsto per il prossimo anno - spiega un comunicato del comune - consistente in un'altra seggiovia che porterà ai 1777 del Monte Bue e in uno skilift sul versante emiliano, si potrà finalmente praticare adeguatamente lo sci sulle magnifiche piste a monte di Santo Stefano d'Aveto, dove verrà realizzato anche un impianto di innevamento artificiale».
«Ci si scusa con gli appassionati sciatori - conclude il comunicato firmato dal sindaco Cristoforo Campomenosi - per il fatto che a causa di fattori imprevisti non si sia riusciti per questo natale a offrire tutto ciò che ci si aspettava. Comunque un importante decisivo passo è stato compiuto e con un pochino di pazienza verrà fatto anche il resto».