Bufera «rossa» nei parlamentini

Nel I municipio irruzione di Action in consiglio: la polizia li fa sgomberare. Ma si litiga anche in XIX e XII

Michela Giachetta

Vincere è una cosa, saper governare un’altra. Ne sa qualcosa il centrosinistra che, pur forte del risultato ottenuto nei municipi alle elezioni, si trova ora costretto ad affrontare grosse difficoltà di gestione. «D’altronde - dichiarano Sergio Marchi, consigliere comunale di An ed Enrico Maria Guarneri, consigliere dello stesso partito nel municipio XIX - era quanto dicevamo in campagna elettorale, una maggioranza così eterogenea litigherà su tutto e non riuscirà a governare». E, al momento, pare che questa previsione si sia verificata in molte ex circoscrizioni. «Al termine delle prime due sedute del consiglio del XIX, la maggioranza di centrosinistra già litiga su tutto», spiega Marchi. Oggetto del contendere sono la spartizione degli incarichi e il programma di governo. A tal riguardo Prc, Pdci, Verdi e Rosa nel Pugno hanno fatto sentire la loro voce, accusando il presidente del Municipio, Fabio Lazzara (Ds-Ulivo) di essere «autoritario e accentratore» e di aver concesso le poltrone importanti solo a consiglieri dell’Ulivo. Ma il XIX non è l’unico municipio che si trova ad affrontare alcuni problemi. Nel XII, infatti, i Moderati per Veltroni, che durante le elezioni hanno appoggiato il centrosinistra, sono stati ora estromessi dalla minigiunta. Il segretario regionale Udeur del Lazio, Maurizio Calvi, a tal proposito ha indirizzato ieri a Patrizia Prestipino, (Dl-Ulivo), presidente del XII, una lettera in cui esprime «profondo rammarico» per la decisione presa e in cui rende ufficiale «la decisione dei Moderati per Veltroni di negare ogni supporto alla sua azione politica». Vi è poi il caso I Municipio. Secondo quanto denuncia Federico Mollicone, consigliere di An, «oltre cento attivisti di Action ieri hanno occupato abusivamente l’aula del consiglio municipale per protestare, sedendosi, al di fuori di ogni legge, nei posti riservati ai consiglieri dell’opposizione e chiedendo di essere ascoltati sull’emergenza abitativa». È dovuta intervenire la polizia, presente in aula in borghese, per farli sgomberare. Durante la movimentata seduta, l’opposizione, assieme agli esponenti di Verdi e Rosa nel Pugno, a un certo punto ha abbandonato l’aula. L’accusa di Mollicone è che «il minisindaco Lobefaro ha presentato un documento generale che di fatto era la fotocopia del programma elettorale generico su Roma, in violazione dell’articolo 34 del Regolamento, che prevede la necessità di esporre, entro 45 giorni dall’insediamento, una dettagliata definizione delle linee programmatiche. Lobefaro, invece, si è soffermato a parlare di Ici e Tor Vergata». Poco, quindi che avesse a che fare con il Centro storico. «Per di più - aggiunge il consigliere di An - ha esposto a braccio le soluzioni per le diverse emergenze della zona. Ma quelle soluzioni, per legge, devono essere scritte in un documento, da depositare entro 48 ore dalla convocazione della seduta. Altrimenti rimangono solo parole».