Bufera su Aig, New York trema

Il gigante assicurativo americano ammette problemi con i derivati e il titolo crolla. Bush firma il maxi-pacchetto di sgravi alle famiglie

da Milano

Il tifone subprime torna a sferzare i grattacieli di Wall Street. Dopo aver visto finire in ginocchio i conti delle principali banche del Paese, ieri Manhattan ha dovuto accendere una spia rossa su American International Group (Aig). Il maggiore gruppo assicurativo mondiale è stato costretto ad ammettere che i revisori dei conti hanno trovato «rilevanti elementi di debolezza» nella valutazione di alcuni prodotti derivati in portafoglio: in sostanza i cosiddetti cdo, cioè gli strumenti con cui il mercato assicura il debito delle società contro il rischio di insolvenza. La comunicazione del gruppo alla Sec, l’equivalente americano della Consob, ha gelato il sangue agli investitori di New York. Dove Aig, debole fin dalle prime battute, ha chiuso la giornata con perdite vicine al 12% a 44,7 dollari. Si tratta del peggior calo degli ultimi venti anni per il gigante assicurativo che in 12 mesi ha perso un terzo del proprio valore di mercato, sui timori che la recessione immobiliare statunitense finisca per compromettere i conti del gruppo. La situazione non è ancora chiara, ma ora la sensazione a Wall Street è che la storia di Aig diventi un altro caso di malfunzionamento nei controlli interni dei grandi gruppi finanziari. Rivelandosi un’ulteriore cartina di tornasole della crisi finanziaria che ha costretto l’America ad aprire ai fondi sovrani asiatici il cuore del proprio sistema: ieri il presidente George W. Bush, pur confermando le stime di crescita dell’economia d’Oltreoceano, ha intanto firmato il maxipiano di sgravi fiscali per le famiglie da 150 miliardi che solo 24 ore prima aveva annunciato per mercoledì.
Il timore è che Aig non abbia contabilizzato interamente le perdite accusate nei credit default swap e sia quindi costretta a provvedere a nuove pesanti svalutazioni sui conti di fine 2007. Aggravando il bilancio di ottobre e novembre: il gruppo ha ammesso ieri di aver subito perdite per 4,88 miliardi di dollari. Il quadruplo dei 1,1 miliardi inizialmente previsti come conseguenza di alcuni derivati presenti in portafoglio.
Immediata la stretta delle case di rating con S&P e Fitch. Quest’ultima ha messo sotto esame, con implicazioni negative, la pagella della compagnia assicurativa. A impensierire gli esperti sono stati non solo lo spettro dei derivati curati dalla divisione Aif financial products, ma anche l’esposizione di Aig sul fronte del mercato ipotecario. S&p ha, invece, già ridotto di due «scalini» il proprio giudizio consigliando di «vendere» il titolo dal precedente «acquistare».