Bufera sul «Codice Madonna» Scoppia il caso della croce

Roma diventa la tappa più blasfema del tour. Il vescovo Negri: «È il dio nulla». Maggiolini: «Provocazione vecchia di secoli»

Paolo Giordano

da Milano

Massì che non è un caso. Anzi, è tutto voluto: se Madonna ha scelto di esibirsi a Roma, e non a Milano, è proprio per mettere l’amplificatore alla sua ultima invenzione provocatoria. E così la prospettiva che domenica, durante lo show all’Olimpico, lei si farà crocifiggere a poca distanza dal Vaticano ha già scatenato le prime reazioni. Secondo il vescovo di Como, monsignor Sandro Maggiolini, «Madonna dimostra una sconcertante mancanza di fantasia e prova a spacciare come nuove provocazioni che in realtà sono vecchie di secoli. Perciò dubito che abbia un’idea esatta di che cosa sta facendo». Molto più categorico il teologo Stefano De Fiores, studioso mariologo, che definisce la crocifissione «una fastidiosa manipolazione». «Bisogna evitare - continua - la strumentalizzazione del sacro a vantaggio del profano. Anche Kant diceva di non usare l’Uomo come un mezzo ma come un fine. Però non è la prima volta che si vedono cose come quella che Madonna porterà in scena all’Olimpico. Già tanti anni fa nel film Ave Maria c’era una bella donna in croce. E già allora ci furono polemiche».
A iniziarle questa volta è stato il cardinale Ersilio Tonini che ha detto: «Provo pietà per lei. Verrà il momento in cui questa signora capirà che Gesù è morto in croce e ha versato il suo sangue anche per lei».
E di tenore analogo sono le parole dello scrittore cattolico Vittorio Messori: «Stia attenta lady Veronica Ciccone perché Dio non paga il sabato. Sinora le è andata bene e si è arricchita dileggiando il Cristianesimo. Alla lunga Cristo le chiederà conto delle sue malefatte. La signora Ciccone non sbeffeggia le mezzelune islamiche o le stelle di David perché il cristiano è più tollerante, non mette mano alla scimitarra o non lancia fatwe. Insomma, non fa paura a nessuno». In effetti, se si pensa a quanto accadde dopo la diffusione delle vignette satiriche su Maometto, non si può che essere d’accordo. D’altro canto è anche vero che, già a partire dal suo nome d’arte e dalla continua ricerca visiva e stilistica, Madonna ha sempre provato ad attraversare la sottile linea che separa una popstar dalla blasfemia. E lo ha fatto così tante volte da lasciarsi ormai soltanto questa: salire in croce. Forse per questo, in tutte le altre nazioni già attraversate dal Confession Tour, il suo escamotage non ha scatenato il putiferio che inizia a delinearsi in Italia. Roba da Madonna, si è detto all’estero. Qui no.
E così mentre anche i parroci romani definiscono il concerto «stupido e irrispettoso», la macchina dello show sta per partire e oggi i tecnici inizieranno a montare il gigantesco palco all’interno dello stadio Olimpico. E quando Madonna si metterà in testa la corona di spine prima di salire sulla croce (tempestata di cristalli Swarovski) inizierà probabilmente la provocazione più grande della sua carriera: farsi crocefiggere vicino a San Pietro. In effetti, pochi altri artisti sono riusciti finora a infliggere un vulnus più profondo e significativo all’iconografia cristiana. «Lei - spiega monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro - cavalca la società del niente portandola a livelli parossistici. Mi auguro solo che la gente che ha pagato il biglietto per andare al suo concerto si renda conto di aver lanciato anche un granello d’incenso al dio nulla».