Bufera sulla moschea a Cornigliano

Tuoni e fulmini per il via libera ufficiale, dato dalla Commissione edilizia comunale, alla costruzione della moschea a Cornigliano. Mentre il sindaco Giuseppe Pericu ribadisce la scelta dell'amministrazione di seguire una politica di integrazione e rispetto dei diritti di tutti i cittadini, incluso quello di praticare il proprio culto - «l'immobile, comunque, è stato acquistato e non è di proprietà del Comune che, conducendo le verifiche del caso, ha accertato che la destinazione d'uso a luogo di culto non contrasta con il piano regolatore e che, dal punto di vista tecnico, nulla impedisce la realizzazione della moschea» -, l'opposizione di centrodestra promette battaglia. Il capogruppo regionale di An, Gianni Plinio, in particolare, scrive al ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, e a quello dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, per chiedere di verificare la compatibilità della moschea con le condizioni di pubblica sicurezza e paesaggistico-ambientali. «È scandaloso che il sindaco abbia voluto ridurre la delicata questione a un fatto meramente burocratico ed edilizio, quasi si trattasse di costruire una cantina o un garage - sottolinea fra l’altro Plinio -. È indispensabile subordinare l'avvio dei lavori a un parere del ministeri competenti che ne attestino la non pericolosità, specie in tempi di tensione e attentati terroristici». Secondo Plinio necessita anche un parere della Soprintendenza ai Beni Architettonici «dal momento - insiste - che una moschea con annesso minareto di oltre 13 metri comporta un grave stravolgimento del paesaggio circostante che non può essere sbrigativamente autorizzato». Vivaci proteste arrivano anche da Gianni Bernabò Brea, capogruppo di An in Comune, dal capogruppo della Lega in Regione, Francesco Bruzzone, anche in relazione alla «pratica di macellazione di animali con rito islamico», mentre Remo Benzi, consigliere di Liguria nuova a Tursi, boccia la moschea «per motivi logistici e di sicurezza pubblica».