Prima della bufera, tanto «fumo» su nucleare e rumenta

La quiete prima della tempesta. Anzi no, la solita nuvola di fumo in pieno terremoto. Marta Vincenzi ieri mattina era ospite del convegno «Ingegneria e impiantistica italiana» di Santa Margherita. L’occasione per fare il punto su alcuni dei più gravi problemi che Genova deve risolvere, quelli degli impianti di smaltimento dei rifiuti e di produzioni di nuove energie. Una platea importante, con un moderatore importante. Bruno Vespa infatti la interroga: «Serve il nucleare, ma a Genova lo vorrebbe?». La risposta deve ancora arrivare adesso. Nel senso che il sindaco glissa, scivola, faruglia. «È vero che intanto le centrali le abbiamo nei Paesi vicini...». O ancora: «Occorre andare al cuore dell’impiantistica...». L’immancabile: «Il problema è reale e dobbiamo fare un’analisi...»
Inutile per Vespa ogni tentativo di strappare un sì o un no, una risposta semplice e comprensibile. Anche quando la discussione punta sull’emergenza rifiuti in Campania, sulle non rosee previsioni del Lazio e sui rischi di un tracollo anche a Genova e in Liguria, Marta Vincenzi non dice mezza parola sul termovalorizzatore che s’ha da fare, o su una soluzione diversa, un gassificatore qualsiasi.
Nulla, solo slalom e finte di corpo. Tanto che Egidio Pedrini, presidente di «Democrazia e Partecipazione», ex sindaco ed ex parlamentare dell’Italia dei Valori sottolinea con disappunto la performance della Vincenzi: «È esemplare quanto grave, l’eloquente silenzio del sindaco di Genova Marta Vincenzi, a fronte alla domanda se fosse disposta a consentire la costruzione almeno di un termovalorizzatore nell’area del suo comune». Pedrini è ancora più esplicito a convegno finito: «È da un anno che il sindaco non produce una decisione degna di tale nome. Quando le si chiede qualcosa, lei risponde in modo evasivo, con tante parole che non significano nulla. Questa volta proprio davanti a una platea di imprenditori e tecnici che si confrontavano per dare risposte concrete e reali ai problemi. È l’ora di mettere da parte le parole e di agire».
Se neppure Bruno Vespa riesce a strappare al sindaco di Genova una risposta vera, l’esponente dell’Italia dei Valori sembra quasi arrendersi a una conclusione di mandato tutta campata in aria. Fritta, possibilmente.