Buffon non basta: 1-1, l'Italia resta ultima

Nel primo tempo gol regolare annullato a Toni, al 10' della ripresa segnano i romeni. Pareggia Panucci. Poi Mutu sbaglia un rigore. Finisce pari (1-1), l'Italia resta ultima

Zurigo - Servivano tre punti, ne arriva uno solo. L'Italia non riesce a superare l'ostacolo Romania. Sbatte troppe volte contro Lobont, la squadra di Donadoni. E subisce i contropiedi micidiali degli avversari. Si recrimina per il gol (regolare) annullato a Toni. Si ringrazia per il rigore che Mutu si fa parare da Buffon. Il vantaggio degli avversari è un regalo della difesa azzurra, sbagliato l'appoggio di Zambrotta all'indietro. Il pareggio è l'unica palla in area sfruttata veramente: sponda di Chiellini per Panucci. Tanta buona volontà, qualche idea buona, ma non basta. L'Italia dei tre attaccanti in campo (Toni, Del Piero, Cassano) non riesce a bucare la retroguardia di Piturca e adesso gli azzurri sono appesi ai risultati avversari.

Primo tempo Otto minuti e un urlo strozzato in gola. E' quello dell'Italia e di Del Piero. Il capitano mette fuori di un soffio il cross da dentro l'area di Perrotta. Passo 180 secondi e di urlo ne arriva un altro. Cross da sinistra questa volta, firmato Camoranesi, e Toni sfiora soltanto di testa a Lobont battuto. La tattica di Satana Piturca è chiara fin dall'inizio: undici giocatori dietro la palla a intasare le linee di passaggio degli azzurri. Ma l'Italia di Donadoni usa bene le fasce, soprattutto quella sinistra, con un Grosso in grande forma. I romeni si limitano a pungere di rimessa, lanciando Mutu. Ma l'attaccante della Fiorentina al primo minuto manda altissimo di testa e al quarto d'ora spara su Buffon. Subito dopo lo schema azzurro funziona ancora: cross di Grosso e Toni di testa mette alto di un soffio. Passa un niente e Tamas, su punizione da 25 metri, pesca l'angolino di potenza. E' bravissimo ancora Buffon. Le occasioni migliori sono di marca romena. Al 20' è Mutu su punizione, deviata a centro area, a prendere il palo. La Romania prende coraggio ed esce dal guscio, a centrocampo si gioca poco, le difese non sono troppo protette e le occasioni si vedono da una parte e dall'altra. L'Italia ancora due cross dalle fasce. Il primo di Grosso, ma Del Piero non ci arriva e Toni non ci crede. Il secondo di Camoranesi: la punta del Bayern inzucca a colpo sicuro, ma la mira è sbagliata. Prima della mezzora altra stoccata romena con un tiro potente di Rat dalla distanza che si spegne sul fondo. Gli ultimi minuti sono regno azzurro. Il motore (Pirlo) sale di giri e solo un Lobont mostruoso salva i suoi. Strepitoso l'allungo del portiere romeno su colpo di testa ancora di Toni: è il 40'. Nel recupero il centravanti azzurro riesce a infilare Lobont, ma il guardalinee sbandiera un (inesistente) fuorigioco.

Secondo tempo E' un errore dell'Italia a lasciare via libera alla Romania. Punizione di 60 metri dei romeni, Zambrotta appoggia di testa per Buffon, ma non si accorge di Mutu che, appostato alle sue spalle infila il portiere azzurro. Passano pochi istanti e, all'11', l'Italia agguanta il pareggio. Su calcio d'angolo c'è la sponda di testa di Chiellini e Panucci mette la zampata vincente. Poi Donadoni si gioca anche la carta Cassano. E il barese inventa subito una palla filtrante per Toni, ma il lungo non c'arriva per un soffio. Al 75' ancora il talento della Sampdoria mette una palla morbida in area per Toni che smorza a favore di De Rossi: il centrocampista della Roma colpisce di testa nell'angolino, ma Lobont ci arriva. L'ultimo quarto d'ora è da assalto azzurro. Cassano distribuisce due perle a smarcare Zambrotta sulla sinistra, il laterale centra, ma la difesa si salva in qualche modo. Poi la doccia gelata. Azione di alleggerimento e angolo conquistato dalla Romania. Sul cross abbraccio proibito tra Panucci e Niculae. Per Ovraboe è rigore. Lo batte Mutu, ma Buffon vola vicino al palo e salva l'Italia. Gli ultimi minuti sono palpitanti. Gli uomini di Donadoni tentano anche di vincerla con il cuore, oltre le gambe, ma gli assalti sono vani. Si chiude in parità: 1-1. E il cammino europeo azzurro è legato ai risultati altrui.