Buffon pronto a parare anche il Pallone d’oro

da Torino
Dov'era ieri Gigi Buffon? A posare per un servizio fotografico. Per una pubblicità, dice qualcuno. Per il Pallone d'Oro, dicono altri. La caccia è cominciata, la telenovela è appena all'inizio: il portiere della Juve e della Nazionale potrebbe essere l'erede di Ronaldinho e aggiudicarsi così il prestigioso trofeo messo in palio da France Football. La data fissata per l'ufficializzazione è quella del 27 novembre: gli spifferi però sono già cominciati e andranno avanti per giorni e settimane. A favore del numero uno della Juventus gioca il fatto di essere diventato campione del mondo e l'essere considerato da anni il portiere più affidabile del globo. A sfavore, il ruolo: nella storia, solo il russo Lev Yashin si è aggiudicato il trofeo nel lontanissimo 1963. Da allora in avanti, i giurati hanno sempre privilegiato i giocatori di manovra e ancor più gli attaccanti, coloro i quali eccitano la fantasia di tifosi e appassionati con numeri tecnici di alta scuola. Buffon rappresenterebbe un'eccezione e ha già incassato fior di metaforiche pacche sulla spalle. Tanto per non andare troppo lontano e per citare un altro juventino che il Pallone d'Oro lo ha vinto tre volte (1983, 1984, 1985), valga quanto detto nei giorni scorsi da Michel Platini: «Buffon lo merita fino in fondo. Anche se non segna gol, li evita e incide sul risultato. Come e più di un attaccante».
Merci Michel, direbbe SuperGigi. Che però se ne sta zitto e quieto, strizzando l'occhio alla fidanzata Alena Seredova e magari pregustando un trionfo del quale forse nemmeno lui è ancora a conoscenza. Un trionfo che arriverebbe alla fine di una stagione vissuta (anche) pericolosamente, con tante luci e qualche ombra: lo scudetto vinto sul campo (e poi revocato, certo non per colpa sua) prima del trionfo ai Mondiali di Germania, ma anche la vicenda scommesse che, proprio alla vigilia della rassegna iridata, ne aveva minato la credibilità e minacciato la partecipazione. «Non ho fatto nulla di male - avrebbe poi detto lui -. Se ho sbagliato, l'ho fatto sulla mia pelle e me ne assumo tutte le responsabilità». Con quell'aria scanzonata e così trendy che tanto piace alle donne, ne è venuto fuori senza troppi problemi: sorriso sulle labbra, barba sempre di un paio di giorni, la stessa voglia di volare da un palo all'altro per fermare Klose e Henry, ma anche Bucchi e Beghetto.
Se vincerà, Buffon sarà il settimo juventino: prima di lui, Omar Sivori (1961), Paolo Rossi (1982), il già citato Platini, Roberto Baggio (1993), Zinedine Zidane (1998) e Pavel Nedved (2003). Altri italiani? Solo Gianni Rivera, nell'anno di grazia 1969 e davanti a Gigi Riva. Ieri, quasi a confermare che sarà proprio lui il prescelto (pare davanti a Cannavaro e Henry), Totosì ha chiuso le scommesse: dopo le indiscrezioni pubblicate da un quotidiano sportivo - ma soprattutto a fronte dell'avvenuta votazione da parte dei giornalisti accreditati - la quota attribuita a SuperGigi era stata presa d'assalto in mattinata. Meglio cautelarsi, devono avere pensato i cervelloni che si occupano di scommesse: interessati a risparmiare soldi, più che a celebrare un campione del mondo.