Buffon: ma la Roma ora dovrà scegliere

da Milano

Gianluigi Buffon torna sul luogo del delitto, in quel San Siro dove due giorni fa con la sua Juventus ha battuto la capolista Inter e riaperto il campionato. «Lo ammetto, abbiamo fatto l’impresa», afferma compiaciuto il portierone azzurro. «Un risultato insperato ma meritato. Comunque l’Inter è la squadra più forte in Italia, ma ci sono momenti dove il temperamento e la saldezza del gruppo hanno più peso rispetto alla bravura del singolo. E la Juve ha questa caratteristica nel suo dna. Contro l’Inter è venuto fuori, ci ha permesso di fare il miracolo, peccato solo che in tante occasioni con le piccole squadre non si sia visto. E lì abbiamo perso almeno 12 punti, altrimenti al posto della Roma adesso ci saremmo noi. L’Inter all’inizio fa paura, è fisicamente maestosa, ma tatticamente ben contrastata, come abbiamo fatto noi, è abbordabile».
Rimpianto scudetto, allora? Buffon sorride: «Se fossimo noi ora al posto della Roma, con l’inerzia che c’è nel campionato, avremmo tranquillamente pensato allo scudetto. Invece siamo distanziati di 10 punti e non abbiamo più niente da dire e neppure per il secondo posto. Certo, battendo l’Inter, abbiamo fatto la gioia di tanti, in particolare dei nostri tifosi, ma almeno abbiamo sistemato quelli che ci stanno dietro. Insomma, siamo i burattinai del campionato perchè abbiamo sconfitto nerazzurri e giallorossi. Certo che se dovessimo chiudere al terzo posto, sarebbe qualcosa di straordinario perchè se a inizio stagione a un tifoso bianconero avessimo detto che ci saremmo trovati in questa situazione, si sarebbe messo a ridere». Scudetto chiodo fisso e il numero uno azzurro guarda lontano: «Per lo scudetto ci mancano due grandi giocatori, mentre per fare bella figura anche in Champions ne occorrerà qualcuno in più. Comunque ora cerchiamo di fare più punti possibili e poi vedremo. Quanto alla Roma, adesso deve fare la scelta: o pensare al sorpasso o alla Champions».
Ma c’è anche la nazionale e l’assenza di un certo Del Piero: «Peccato non ci sia Alex, ma lui non deve imparare niente da nessuno e tornerà buono. Quanto a Donadoni, non è condizionato dalla situazione contratto. È un ottimo allenatore. Sa motivare ed è riuscito a dare un gioco diverso da prima. Sta facendo bene, lasciamolo lavorare».