Buffon s’è offerto al Milan, ma costa troppo

Luigi De Canio, allenatore del Siena, sospettato di opporre oggi una resistenza molle alla Juventus di Capello, comincia a spazientirsi. «Non siamo la Juve 2, basta con questa storia, contro tutte queste voci vogliamo far bene ma per riuscirci non dovremo solo essere bravi, ma anche fortunati» ripete in queste ore prima di cedere la parola al campo. E di riascoltare magari la riflessione di Alessio Tacchinardi, attualmente al Villarreal, il quale fa sapere di aver parlato con i suoi ex compagni di spogliatoio e «di averli trovati nervosi, in ansia per il finale di stagione, come a Perugia».
Sarà. Di certo dalla Torino bianconera continuano ad arrivare segnali che fanno pensare a più di un mal di pancia. Per esempio le voci sul futuro di Gianluigi Buffon (pubblicate da l’Equipe via Thuram) sono il frutto dello stato d’animo del portiere della Nazionale che ha mal sopportato gli interventi e le censure societarie a proposito del suo legame sentimentale con Alena Seredova. Buffon vorrebbe lasciare Torino bianconera per la Milano rossonera, continua a tenere contatti via sms con l’allenatore dei portieri William Vecchi, il quale ha riferito in società. Ma il negoziato è impraticabile. E non solo perché Dida, nel frattempo, ha ancora un anno di contratto e continua a non dare risposte concrete all’offerta di rinnovo passata da Galliani al suo procuratore Damiani. La Juve reclamerebbe 50 milioni di euro dalla cessione del portiere. E nessuno è in grado di versare una cifra così consistente. Perciò Buffon è destinato a restare a Torino, suo malgrado. Mentre Abbiati è atteso a Milanello dal prossimo ritiro. Resterà a seguire da vicino le mosse di Dida prima di decidere un eventuale nuovo trasferimento.