Buffon: «Salvare la faccia» Reja: «Sognare la Champions»

La partita della vita e la partita di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. La prima la giocherà la Lazio, più che mai lanciata - a sorpresa - verso una qualificazione in Champions League su cui nessuno avrebbe scommesso a inizio stagione. La seconda sarà tutta della Juventus, lanciatasi in proclami di scudetto fino a Natale e poi naufragata da gennaio in poi. Poco conta che di recente la truppa di Delneri abbia raccolto tre vittorie e due pareggi. Conta zero, anzi: perché quei nove punti di fila avevano davvero riacceso le speranze di poter acciuffare il quarto posto per la coda, mentre i successivi pareggi contro Fiorentina e Catania hanno nuovamente azzoppato le speranze di chi ha il bianconero nel cuore. Così, domani sera, la Juve giocherà - parole di Buffon - «per salvare la faccia», la Lazio per andarsi poi a comprare il vestito bello da indossare nei martedì e mercoledì di Champions.
«Ci aspetta la partita più importante dell'anno - ha candidamente ammesso Edy Reja, allenatore biancoceleste -. Il 90% delle nostre possibilità dipendono da questa gara. La Juve ha dovuto fare i conti con tanti infortuni e noi sappiamo bene che dovremo giocare una gara di intensità assoluta se vorremo conquistare il bottino pieno. Non sottovalutiamo nessuno, ma non c’è nemmeno bisogno di dirlo ai giocatori: sono perfettamente consapevoli di quello cui vanno incontro». L'attesa a Roma è enorme e per una volta remeranno forse tutti dalla stessa parte nonostante i tifosi ce l’abbiano sempre con Lotito e il feeling non sia assoluto nemmeno con Reja. Mancheranno lo squalificato Mauri e probabilmente anche Sculli, ma Reja tiene lo sguardo alto e spiega di «non cercare rivincite. Abbiamo passato anche momenti difficili, ma ci può stare. L’aiuto dei nostri sostenitori può essere determinante. Speriamo di regalare loro il sogno Champions».
Beati loro che ce l'hanno, pensano a Torino. Dove ancora ci si mordono le mani pensando che, senza l'incredibile pareggio contro il Catania, la Juve sarebbe ora a meno cinque dalla Lazio. Sono così ricominciate le nevrosi, il toto allenatore e le voci su cessioni eccellenti che riguardano anche Buffon e Chiellini. Quest'ultimo, a Sky Sport, ha però spiegato ieri che «pur capendo che dopo una stagione così è logico che anche il mio nome rientri tra quelli dei possibili partenti, mi piacerebbe restare e giocare nel nuovo stadio, magari con Aguero come compagno». Il mercato, sempre lui come protagonista e spacciatore di quei sogni che il campo non si decide più a concretizzare. «El Kun» Aguero è uno dei tanti nomi che si fanno per il prossimo futuro: gioca nell'Atletico Madrid, è il genero (non raccomandato) di Maradona, fa gol con discreta frequenza, ha solo 23 anni ma già grande esperienza. Sarebbe perfetto, insomma: peccato che a Madrid non vogliano sentire parlare di cessione e che il suo stipendio si aggirerà di qui a poco oltre i dieci milioni a stagione. Follia pura (non solo) per la Juve. Sarà insomma (relativamente) più facile arrivare a Benzema, che a Madrid non si è mai preso con Mourinho, o a uno tra Tevez e (soprattutto) Gilardino. Prima, però, ci sarà da finire una stagione finora più disgraziata che altro: Lazio, Chievo, Parma e Napoli dovranno dire se la Juve sarà almeno capace di arrivare in Europa League. Non è scontato, sia chiaro: se il Palermo dovesse arrivare in finale di Coppa Italia contro l'Inter - ipotesi oggi più probabile che possibile - i bianconeri avranno a disposizione il pass europeo solo se arriveranno sesti in campionato. Mica facile ma non impossibile. Andrea Agnelli ad esempio ci crede ed è andato a Vinovo a trasmettere il suo ottimismo a tecnico e giocatori bianconeri.