Buffon suona la sveglia:«Basta alibi, mai così male da dieci anni»

Il portiere della Juve mette i compagni in guardia:«Non è solo il fallimento di uno, è il fallimento di tutti». Su Zac:«Non mettiamo lingua nelle sue valutazioni, sennò si torna indietro». Il futuro: «All'estero? Certo, ma per giocare con la Juve in Champions»

Buffon ha idee chiare e realismo da vendere. «Non ci sono più prove d'appello, nè alibi». Dopo l'esonero di Ferrara e l'arrivo di Zaccheroni, il portierone scuote la Juve. «Non c'è un solo colpevole di questa situazione, ma ce ne sono tanti, compresi noi giocatori. C'è il tempo giusto per raddrizzare la situazione, si parte da una base molto buona. Il collettivo che abbiamo può arrivare nelle prime tre posizioni. Gli obiettivi rimasti? L'Europa League per vincerla e il campionato per entrare direttamente in Champions League senza preliminari». E con questo vuol dire altro: «Non penso di andare a giocare all'estero. Penso di andarci con la Juve per giocare la Champions». E' l'ennesimo atto di fiducia del portiere.
Per la prossima stagione, si parla dell' ingaggio dello spagnolo Rafa Benitez. Anche se il Liverpool di recente lo ha blindato. «Zaccheroni è un allenatore d'esperienza, ha un contratto fino a giugno con opzione per il prossimo anno: mi sembra prematuro pensare alle indiscrezioni. I giocatori non devono mettere bocca in queste situazioni», dice il numero 1, che non avrebbe problemi davanti ad una rivoluzione tattica. Zac pare orientato a puntare sulla difesa a 3: «Avrei un difensore in più davanti a me, magari ne mancherebbero due sugli esterni. L'ultima cosa che deve interessare a noi giocatori sono le situazioni tattiche e le scelte dell'allenatore. Dobbiamo solo dare la massima disponibilità: se qualcuno comincia a storcere il naso e se si crea una minima incertezza, si rifanno 3 passi indietro».
A Roma, l'ex allenatore bianconero Claudio Ranieri sta ottenendo ottimi risultati. «Ero convinto che potesse fare bene. La situazione difficile, poi, lo ha caricato ulteriormente». Infine, capitolo Nazionale: si parla del ritorno di Francesco Totti e di Alessandro Nesta in azzurro. «Io, come gli altri giocatori della Nazionale, voglio andare in Sudafrica per vincere i Mondiali. Tocca all'allenatore decidere cosa rende la squadra più forte e più competitiva».
Zaccheroni ha raccolto il testimone dall'esonerato Ciro Ferrara. «Purtroppo per gli allenatori, è più facile cambiare una persona che sostituirne 25. Se i giocatori sono persone intelligenti, si rendono conto che dopo un esonero non ci sono più alibi. Mi è dispiaciuto, perchè era iniziato tutto bene: c'erano compattezza, convinzione ed entusiasmo, poi le premesse sono venute meno e ha pagato un allenatore e un amico. Nessuno può sentirsi escluso da un fallimento globale. Sono certo che in meno tempo di quanto immaginiate Ferrara si prenderà le sue rivincite. Ci ha salutato dopo l'esonero dimostrando grandissima dignità, poi ci siamo sentiti». Tirando le somme: «Questo è il periodo più negativo degli ultimi dieci anni, serie B compresa».