Buffon svela: «Ho telefonato a Totti per andare alla Roma»

Il portierone della Juve racconta i suoi tormenti di qualche mese fa. «Ma ora sono tornato a Buffon. Agnelli mi ha punzecchiato, ma io non mi sento colpevole perchè la squadra ha perso 5 partite». Buongiorno a Conte:«Gli serve il supporto della società».

«Non mi sono mai sentito scaricato, però a un certo punto della stagione ho sentito l'esigenza di ricucire, di chiarire. Volevo capire se era il caso di continuare insieme. In questi anni sono sempre venuto incontro alle richieste e alle esigenze della società, per quel che rappresento e per quel che ho dato, certe voci mi sembravano stonate. Lo ammetto, ho telefonato a Totti e ho parlato anche dei miei problemi e della possibilità di andar via, Roma era una chance. Anche se la Juve era e rimane la mia prima». Il portierone ha ammesso il peccatuccio: ci ha provato con la Roma. Poi ci ha ripensato. O nessuno l'ha voluto. Non è facile trovare qualcuno che gli paghi uno stipendio pesante come il suo. Ma oggi Bufon si sente più forte e magari più tranquillo rispetto ai tempi della telefonata a Totti. «L'unica mia colpa è quella di aver vissuto un infortunio serio: ma io mi sento sempre Buffon». Buona notizia per la nazionale. «Con la Germania, per l'onore, e con la Slovenia per i punti, ho dato le risposte che dovevo: io ci sono, come si dice ho risposto presente».
E anche per la Juve, Buffon è convinto di poter dare ancora tanto, e di meritare posto nel nuovo progetto avviato da Agnelli, che l'ha punzecchiato, e Elkann. «Non sta a me contraddire quel che dice il nostro presidente - premette a proposito delle punzecchiature di Andrea Agnelli - Dico solo che ho dato il massimo che potevo, visto il contesto di questi undici mesi: ho avuto un infortunio serio, sono tornato rapidamente, e dopo un mese e mezzo di ambientamento ho giocato un buon finale di stagione, sul piano personale. Anche la società se ne è convinta. Nessuno può dire che la Juve ha perso 5 partite a causa mia, mi riconosco solo l'errore nella sconfitta col Milan. Non è che quando una squadra prende gol, è sempre colpa del portiere, mi spiace ma non è così».
A ciascuno le proprie responsabilità, il ragionamento di Buffon, che ha sempre detto di considerare Del Neri un capro espiatorio. Se non altro per non ripetere con Conte gli errori del passato: «Conosce benissimo la Juve, meglio di me, saprà dove mettere mano. Come giocatore era carismatico, come tecnico un vincente. Ma saranno solo i prossimi mesi a dire se è stata la scelta giusta. Da qui a vincere ci vuole tanto: servono la disponibilità dei giocatori e soprattutto il supporto della società. Senza una società forte, anche un grande allenatore non vince». Segnale chiaro alla Juve.